Tonfo US Angri: la Palmese a segno sei volte (0-6)

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U.S.ANGRI: Polacco, Diana (46’ Mainardi), Gentile, Memoli, Colasante, Nacchia, Mesrar, Magliano (46’ Iorio), Santonicola, Quattroventi, D’Antonio (54’ Galasso). A disp. D’Auria, Faiella. All: Ferrara Nicola

PALMESE: Caliendo, D’Auria, Palumbo (63’Portanova), Di Luccio, Moccia, Angrieri (54’ Carfagno), Piccirillo, Logoluso, Befi, Manco (46’ Palmieri), Visone. A disp: Fantasia, Paracolli, Arianna, Di Giacomo. All: Mazziotti

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Arb: Monda di Napoli Reti: 1’ Visone, 21’ Manco, 36’e 75’ Piccirillo, 71’ Befi (r), 81’ Moccia Angoli 2 a 0 per Palmese Amm: Nacchia, Quattroventi (A)

Comincia malissimo il girone di ritorno dell’Angri sepolta da una gragnola di gol che certifica inevitabilmente una crisi contro cui ora è chiamata a reagire. Sul terreno di gioco del Novi è scesa una formazione che nulla ha a che vedere con quella vista vincere contro il Vico Equense. Si è puntato dopo la lunga squalifica inflitta al presidente Ferrara e l’abbandono dello sponsor, essenzialmente sui giovani per rilanciarsi e scommettere su una salvezza al momento difficile. Ad essere gratificata dalla situazione di crisi angrese la Palmese che ha giocato sul velluto, metaforicamente parlando perchè il fondo del terreno di gioco è ai limiti della praticabilità. La formazione napoletana si è accanita impietosamente contro l’Angri che è scesa in campo con una formazione largamente rimaneggiata e infoltita di under coraggiosi che mai hanno calato il capo davanti all’avversario.

Ma al di là del risultato, i ragazzi in grigiorosso vanno elogiati per l’impegno e la volontà di arginare la fame rossonera che impietosa ha attaccato e realizzato chiudendo la gara con un punteggio tennistico.

Nessuna colpa da imputare a quei ragazzini che oltre ad essere stati umiliati sul campo hanno anche dovuto sopportare a fine gara gli improperi di qualche tifoso alla ricerca di un passato ricco anche di fasti agonistici. Con la vittoria larga, la Palmese passa negli annali storici dell’antica tradizione angrese che mai aveva subito passivi così pesanti, anche quando deliberatamente si mandavano in campo formazioni giovanili.

La Palmese ha comunque fatto il proprio dovere, cercava la vittoria e l’ha ottenuta con il minimo sforzo e puntare la propria corsa ai vertici della classifica incamerando una vittoria che aggiunta alle ultime mette i rossoneri nella condizione di puntare al massimo risultato finale.

L’U.S. Angri, invece, abbandonata da tutti, pubblico compreso, è scesa in campo nelle vesti di vittima predestinata dovendo tentare già al fischio del signor Monda il gol al passivo realizzato da Visone su cross in diagonale di Manco. Il gol a freddo subito in apertura quando ancora la lancetta non aveva completato il primo giro ha costretto ad aprirsi subito per tentare il recupero lasciando ai più quotati rossoneri praterie libere. Al 5’ la timida reazione di Santonicoila che ricevuto da Mesrar crossa in area nessuno aveva seguito l’azione e l’opportunità sfuma. Al 15’ azione d’attacco prolungata dei grigiorossi con conclusione di Santonicola stoppata dalla difesa avversaria. Al 21’ si infrangono i sogni angresi, fallo non fischiato all’Angri a centrocampo, si distende sulla propria destra la Palmese con Piccirillo che dal fondo lascia partire un assist per Manco che mette a segno il raddoppio.

L’Angri è frastornata, al 36’ subisce il colpo del ko, Manco libero sulla fascia destra serve Piccirillo che a volo realizza il tre a zero. Nella ripresa tourbillon di sostituzioni, restano negli spogliatoi Diana e Magliano per l’Angri mentre mister Mazziotti a risultato acquisito sostituisce Manco. La gara comunque resta sui ritmi del primo tempo e al 71’ la Palmese festeggia il suo quarto gol con Befi su calcio di rigore e alk 75’ Piccirillo firma la sua doppietta dopo un assolo e conclusione in diagonale che va ad insaccarsi sul palo opposto. Chiude la goleada Moccia all’85’ dopo un’azione corale. Al fischio di chiusura non mancano le considerazioni sul futuro della società angrese che partita in pompa magna si ritrova oggi a dover affrontare una crisi di difficile soluzione in quanto pochi sono i superstiti di quel team che componevano la vecchia formazione e la società rimasti fedeli al progetto Ferrara. Vincenzo Vaccaro

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