Sanremo, Papaleo la fantasia al Festival

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Rocco Papaleo sarà il vero mattatore della 62esima edizione del Festival di Sanremo. E’ questa la sensazione che si percepisce dopo le conferenze stampa iniziali della kermesse, che dopo quella d’apertura del lunedì, riserva nell’immediata vigilia della prima serata un face to face tra giornalisti e l’attore-cantante-conduttore per il quale l’anno in corso è iniziato e prosegue sotto i migliori auspici. Applausi a scena aperta per l’attore di Basilicata coast to coast al suo ingresso al Palafiori, che ospita radio e tv private, e che si alterna con la conferenza stampa degli organizzatori all’Ariston.

Morandi esordisce con l’ansia del debutto, simile ad una gara di cartello di Coppa Campioni. Ancora assente la Mrazova, afflitta da cervicalgia acuta con blocco vertebrale (ha il collo fasciato da un collare e piange, sottolinea afflitto Morandi).

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E torna dalle bocche del duo Morandi-Mazzi quello che sarà un tormentone di queste prime battute sanremesi: navighiamo a vista, come se il festival fosse organizzato in poche ore, e non da mesi, e che ha già mietuto una vittima illustre, Tamara Ecclestone, ed in caso di persistente cervicalgia, perderebbe anche la Mrazova.

Poi irrompe Papaleo: si dice contento di essere al Palafiori, ha occhiali neri per celare le poche ore di sonno da pressione predebutto, rivolge il suo primo pensiero alla sua guardia del corpo Michele (non ne aveva mai avuta una sinora). Parla delle sue relazioni con Morandi e quest’occasione speciale.

Lo scenografo Gaetano Castelli illustra la scenografia, che definisce sogni che la Rai gli permette di realizzare. Una scenografia difficile, basata sulla tecnologia, sull’ingegneria. Un’arca della musica che apre sullo spettacolo, un piatto d’argento offerto all’arte del regista. Sanremo che diventa sempre più un musical, con il paradosso di una scenografia che cambia continuamente, fino a rasentare il vuoto. Papaleo parla del suo amore per la Basilicata e la Liguria, la sua impreparazione in termini di conduttore, e le sue aspettative di condurre un festival che si presenta come un’occasione unica.   Francesco Rossi

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