Dissidenti e città in declino. I nodi del sindaco

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Il documento pungente presentato dai quattro consiglieri comunali avverso la gestione politica e amministrativa del sindaco Pasquale Mauri ha aperto un pericoloso squarcio nella maggioranza di governo. All’indomani della decisione del gruppo di dissidenti, in città c’è fermento tra i partiti e i movimenti politici che intravedono nell’azione dei “quattro” un segnale indicativo di malcontento all’interno delle forze di governo.

Tante le ipotesi supportate dal beneficio del dubbio, ma concrete appaiono le ambizioni di una classe politica vittima dell’esuberanza del primo cittadino che continua a predicare trasparenza e partecipazione ma alle fine le decisioni non trovano consenso e condivisione. Nella città doriana circola con insistenza la voce che il documento sia propedeutico ad un imminente passaggio all’opposizione dei quattro consiglieri dissenzienti.

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Un’indiscrezione che se confermata potrebbe aprire nuovi fondi nella vita politica cittadina. Il passaggio nei banchi della minoranza di Testa, Fiorelli, Conte e Sorrentino andrebbe ad indebolire la corazzata politica del sindaco Mauri che fine a ieri poteva contare su una maggioranza blindata. L’opposizione al momento conta sei consiglieri, quattro del Pdl e due del partito democratico. Discorso a parte merita Marcello Ferrara che pur eletto in minoranza in più occasioni si è posto sulla medesima lunghezza d’onda del sindaco cancellando vecchi rancori che avevano portato i due a scagliarsi velenose accuse in sede di campagna elettorale.

La potenziale diaspora porterebbe a dieci il numero dei consiglieri di minoranza rispetto agli undici, sindaco compreso, della maggioranza. Un sottile equilibrio manterebbe in vita la consiliatura di Mauri in attesa di conoscere il prossimo ventidue marzo la sentenza del Consiglio di Stato in merito al ricorso contro la sentenza del Tar che obbliga il ritorno al voto nella sezione numero quindici.

La situazione politica ad Angri appare molto delicata e il sindaco Mauri, nonostante continui ad ostentare una discreta sicurezza, rischia di veder crollare le sue certezze politiche. E intanto, dopo la fuga di consiglieri comunali, le protese dei commercianti, le lamentele inascoltate dei cittadini e il malcontento diffuso che aleggia nella sede municipale, il primo cittadino ieri ha incassato la lettera di rinuncia da parte di una nota agenzia di comunicazione a lavorare per promuovere le attività del sindaco. L’associazione “Iside” ha rinunciato all’incarico rifiutando diciottomila euro già deliberati con determina di settore da palazzo di città nelle passate settimane.

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