Io ricordo molte cose, spesso senza una motivazione a me ben chiara. Ad esempio ho memoria di una giovane “commarella” di mia madre che, pur avendo oltre vent’anni più di me, ogni volta che mi vedeva mi riempiva sempre di complimenti e di baci (io avrò avuto 5 o 6 anni) e mi diceva quasi all’orecchio: “Non ti preoccupare, io ti aspetto, hanno inventato una macchina che ferma il tempo io mi metto la dentro e aspetto che tu diventi grande e poi ci sposiamo”. Io, pur non avendo ancora consapevolezza dei rapporti di forza tra uomo e donna, ero terrorizzato dalla prospettiva.
Ancora ricordo che da ragazzi ci veniva “propinata” una storiella decisamente inverosimile che oltremodo mi spaventava, e della cui origine e necessità veramente non ho contezza; semplicemente ogni volta che sull’orizzonte, passato un acquazzone e con il sole che occhieggiava tra le nubi, appariva un arcobaleno, venivamo ammoniti di non “osare passare sotto di esso” perché la conseguenza sarebbe stata quella di un repentino cambiamento di sesso!
Aldilà del fatto che è tecnicamente impossibile passare sotto un arcobaleno, ma che necessità c’era di metterci in guardia su una cosa simile? Io non l’ho mai capito. Però devo dire ad onor del vero, che pur non essendoci arcobaleni all’orizzonte, negli ultimi giorni di “cambi di casacca” se ne sono visti veramente tanti ed alcuni decisamente sorprendenti.
Nemici che diventano amici, poli opposti che si attraggono peggio delle calamite, donne che parlano come uomini, e uomini che si comportano come donne, tutto per poter “sembrare d’essere” la soluzione a tutti i mali del nostro paese. E come se non bastasse, alcuni sodalizi che sembravano ben consolidati nel tempo, stanno cominciando a sgretolarsi, con pezzi che si muovono sullo “scacchiere” delle coalizioni quasi fossero animati di vita propria. Una vera “ammuina” che forse serve solo a confondere le idee.
Che poi se vogliamo dirla tutta, quando le idee sono confuse succede che nel caos generale si decida di fare la scelta che sembra la meno peggio ed a vantaggio di chi? Se è vero che non esiste più la destra e la sinistra, come cantava Gaber: “Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra, è evidente che la gente è poco seria, quando parla di sinistra o destra”; ad Angri la “questione morale” sembra essere superata di un bel pezzo da un bel pezzo, tant’è che il valzer delle candidature vede scendere chiunque ovunque in pista.
Ed io? Dove mi posiziono? Non lo so neanche io, al punto che semmai dovesse piovere (e non è previsto a breve), e poi come per incanto dovesse comparire un arcobaleno all’orizzonte, non so neppure se mi trovo a destra o a sinistra dell’iride nel cielo.
Forse per una volta dovrei “tradire” gli insegnamenti dei miei avi e seguire un’altra leggenda, quella della pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno, che è un mito irlandese che racconta di un tesoro nascosto, custodito da un folletto, nel punto in cui l’arcobaleno tocca terra. Poiché l’arcobaleno è un fenomeno ottico che si sposta con l’osservatore, il tesoro è considerato irraggiungibile, simboleggiando fortuna o sogni inarrivabili (cit. wikipedia). Quasi come un buon governo per la nostra città.

