Malattia di Parkinson: successo di pubblico per l’evento

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“…..Gli Amori sono quasi tutti uguali, la differenza adesso falla tu….”.

Così recitavano i versi in musica di una canzone di qualche anno fa. Ebbene ieri sera, durante il convegno di informazione culturale medico scientifica divulgativa “Malattia di Parkinson: dalla corsia al teatro”, sulla meravigliosa struttura che è l’Aula Magna annessa alla Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli in Angri, aleggiavano le parole “amore ed emozioni”.

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Già, sintetizzare l’intero momento lo si può fare ponendosi in una prospettiva che non è semplicemente quella di vivere delle emozioni, magari lasciandosi allo stesso tempo trasportare anche dalla vicenda personale degli intervenuti, ma soprattutto è prepararsi a sentire, dopo averlo ascoltato, il messaggio profondo che il convegno ha voluto trasmettere: l’intero peso che le disabilità hanno sulle nostre società è proporzionale al modo che le vivono non solo i protagonisti principali di esse, ma soprattutto dall’errato atteggiamento con il quale “noi fortunati normali” ci poniamo di fronte ad esse.

Dopo l’introduzione alla serata data dal moderatore Domenico Falco, da un breve saluto del “padrone di casa” Don Luigi La Mura e dal neo eletto sindaco di Angri Dr. Pasquale Mauri, il quale con commozione ha assicurato il suo impegno istituzionale in merito, l’appuntamento è partito con la presentazione del libro “L’inquilino dentro” durante la quale Francesco D’Antuono, autore dell’opera insieme a Giovanni Piazza, ha raccontato la sua personale vicissitudine con questo “pazzerello inquilino”: momento carico di emozione perché Francesco e Giovanni hanno narrato il tutto con la stessa delicatezza e semplicità con la quale si racconta una favoletta ad un bambino.

Sono seguiti all’apertura dei lavori, gli interventi delle accreditate personalità medico scientifiche che partendo dal discorso psicologico della Dr.essa Castaldi e passando per la descrizione radiografica del Parkinson del Prof. Colonnese per giungere alla fase diagnostica del problema, che permette di intravedere serie possibilità di alleviare se no addirittura far recuperare totalmente le piene funzionalità al soggetto colpito da tale morbo. Infatti, con tecniche avanzate di chirurgia non invasiva, il Prof. Romanelli ha illustrato la metodologia usata per far recuperare al paziente il gap creatosi. Sempre in un discorso terapico il Dr. Modugno, partendo dal concetto che ogni medico non deve semplicemente dare la terapia al paziente ma in un certo senso “viverla”, ha affrontato il suo modo di aiutare il soggetto colpito da Parkinson con un coinvolgimento del paziente in un impegno teatrale.

Tutto ciò fa capire che chi è colpito da un tale scomodo “farabutto”, definizione questa data del Parkinson in una delle slides visionate dalla platea sul maxischermo, rientra nella vasta schiera dei soggetti con disabilità: su questo punto la Dr.essa Battimelli nella sua veste di Medico legale ha descritto l’intero iter burocratico per accedere ai dovuti sostegni messi a disposizione dei colpiti da disabilità dalla nostra legislazione. Vi assicuro che, come era prevedibile, anche in questi casi nel nostro paese la burocrazia la fa da padrona. A chiudere la serata, il momento clou è stato la rappresentazione teatrale del gruppo Parkinzone, nato grazie al sostegno della Fondazione Neuromed e guidato dal Dr. Modugno. In essa, persone affette da tale disturbo, hanno fatto vivere alla platea un’emozionante parentesi teatrale nella quale però era necessario che lo spettatore fosse attento a cogliere il senso reale del momento: lo sforzo dei soggetti indirizzato in una direzione terapeutica.

Ecco, ritorna la parola emozione. Questo è il vero “sforzo” che dobbiamo fare noi cosiddetti “sani”: emozionarci non per far nascere in noi compassione, ma per farci prendere coscienza, maturare la necessità che si deve tendere la mano. Il Mahtma Gandhi diceva: “ Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere”. Questa è la responsabilità della quale ognuno deve farsi carico per migliorarsi prefiggendosi di migliorare il mondo, altrimenti mai nessuno riuscirà a capire perché “….il mondo piange…..”.     Alberto Pizzo 

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