La fine indegna del calcio angrese

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L’Angri è ad un passo dal baratro. Dopo l’epurazione dei sei calciatori cui la società ha dato il benservito in maniera imprevista e tassativa, la squadra di Criscuolo per l’intera settimana non si è allenata e in vista della trasferta di Grottaglie, eseguirà, la sola seduta di rifininuta prevista per sabato mattina. I grigiorossi sono virtulamente salvi, ma per la matematica permanenza in categoria serve ancora un altro punto. Un piccolo passo che permetterebbe all’Angri di festeggiare per il decimo anno consecutivo la partecipazione al massimo torneo dilettantistico. Aggiungere un altro punticino alla classifica dei doriani potrebbe sembrare impresa facile ma con una squadra decimata e senza allenamenti l’impresa diventa quanto mai problematica. Il tecnico Criscuolo è rammaricato per le decisioni assunte dalla società e ha inteso prendere le distanze opponendosi, ma senza risultati, alla partenza dei vari: Vitagliano, Alterio, Maruggi, Ragosta, Venditto e Biancardi. In campo a Grottaglie ci sarà un manipolo di giovani cui il popolo grigiorosso affiderà il compito di tornare dalla Puglia con un punto in più in classifica che salverà la squadra, ma non cancellerà la pessima gestione di una società che sette mesi addietro ha lanciato proclami e promesso sogni di gloria. I sogni si sono trasformati in incubi attraverso una gestione sciagurata costellata da continue minacce di ritirare la squadra dal campionato. La stagione calcistica finirà nell’anonimato, ma è assodato che questa dirigenza passerà la storia, per aver contribuito fattivamente alla decadenza del calcio angrese.

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