In un noto film di fantascienza degli anni 80 c’è una citazione che io ho sempre considerato un punto fermo nella vita di ogni uomo. Quel film dal titolo “Total Recall” con Arnold Schwarzenegger (ci tengo a precisare non tra i miei preferiti, anche se il soggetto è tratto da un racconto di Philip K. Dick, uno dei miei autori di fantascienza preferiti) vanta, come dicevo, un passaggio tra i dialoghi decisamente di peso, specialmente in questo periodo di calura estiva canonicamente dedicato alle vacanze.
Quando “il nostro eroe” si reca in un’agenzia di viaggi specializzata, gli viene proposto “il ricordo” di una vacanza e non la vacanza stessa, perché, stando a quanto gli illustra il venditore, in questo modo lui avrebbe potuto “mantenere” solo il ricordo delle cose belle. E per convincerlo, l’impiegato gli fa una domanda che a me rimbomba spesso nella mente: “Chi viene sempre in vacanza con te?”. E di fronte alla sua titubanza, lui lo incalza: “Tu, sei sempre te stesso! Noi ti proponiamo una vacanza da te stesso. Chi ti piacerebbe essere nel tuo ricordo?”. E lui: “Un agente segreto”.
Ecco. Chi di noi non vorrebbe essere qualcun altro? Chi è completamente soddisfatto della sua vita? Io credo nessuno o quasi. Allora, pensando a qualcosa da scrivere prima delle agognate ferie estive, ho deciso di augurare a tutti “una vacanza da sé stessi”.
E quindi, al professore di storia bistrattato e poco considerato, auguro di ritrovarsi novello Indiana Jones e di scoprire una tomba romana mentre gioca con le palette del nipotino sulla spiaggia; alla casalinga prigioniera delle faccende domestiche, degli orari scolastici, delle palestre, delle piscine, delle scuole calcio dei figli, auguro di incontrare un uomo dalla bellezza di Rodolfo Valentino con una sensibilità poetica seconda solo a Catullo; al ragazzo reduce dall’esame di stato che forse è andato così così malgrado il suo profondo impegno, auguro di svegliarsi con il diploma di laurea già appiccicato ad una parete del suo noto ed avviato studio professionale; al lavoratore stagionale che durante il periodo estivo non conta le ore perché il conto non tornerebbe mai, auguro di ritrovarsi a contare biglietti fruscianti dietro lo sportello di una banca cittadina; al parroco del paese che si ritrova la chiesa piena solo a Natale, Pasqua e il giorno del santo patrono, auguro di sedere su uno scranno del sinodo durante l’elezione del nuovo Papa e di non essere tra gli esclusi; ad un nuovo sindaco che si è ritrovato da un momento all’altro a dover maneggiare una patata bollente quale è la gestione di un comune, auguro di girare il mondo con una valigetta diplomatica con dentro i piani per la soluzione di tutti i problemi del mondo; a chi ha ancora la forza, il coraggio, la passione, la perseveranza di leggere da se le notizie, informandosi, e così facendo, creando una sua opinione, auguro di vincere il premio Nobel per essere fedeli a se stessi, liberi e, perché no, anche belli.
Ed io, cosa potrei augurarmi? Non è facile rispondere visto che molte persone mi ritengono fortunato, altri mi accusano di non aver mai lavorato, c’è chi mi vede musone ed antipatico, qualcuno mi ritiene bugiardo e per niente rispettoso degli altri, e poi borioso, saccente, vanaglorioso, superbo, permaloso e chi più ne ha più ne metta. Beh, sapete che vi dico? Io le vacanze quest’anno le ho già fatte, ne riparliamo l’anno prossimo. Arrivederci.

