Lettera aperta alla politica angrese: “Angri non chiede miracoli. Chiede normalità.”
Ai futuri candidati alla carica di Sindaco di Angri,
ai partiti, ai movimenti civici, alle coalizioni in costruzione.
In questi giorni leggo con attenzione i comunicati di vari e variegati esponenti politici.
Leggo parole come apertura, progetto comune, visione, contenuti, competenza, squadra.
Sono parole importanti. Ma permettetemi, da semplice cittadino angrese, di dire una cosa con rispetto e chiarezza.
Ad Angri oggi prevale una forte sfiducia nella politica locale.
Non è rabbia ideologica. È delusione amministrativa.
Lo si avverte parlando con le persone e vivendo la città ogni giorno: rigetto della “vecchia politica”, stanchezza verso promesse, slogan e annunci, percezione di immobilismo e gestione autoreferenziale.
La richiesta dei cittadini è semplice, quasi disarmante: normalità, prima ancora che grandi opere.
Ad Angri non manca il dibattito politico. Manca la normalità. Manca una città pulita, sicura, ordinata. Mancano marciapiedi praticabili, traffico gestito, scuole tutelate, cura del verde, servizi che funzionino dal primo giorno e non dopo mesi.
Manca la sensazione che chi amministra viva davvero, scendendo per strada, i problemi quotidiani dei cittadini.
I cittadini, però, sanno anche chiaramente cosa non vogliono più: politici che cambiano casacca, nepotismo e favoritismi, sindaci assenti o chiusi nei palazzi, amministrazioni che dividono invece di unire, parole invece di servizi essenziali.
In questi anni abbiamo assistito ad alleanze e strategie. Ma il cittadino comune oggi chiede una cosa molto più semplice – e molto più difficile: serietà.
Serietà nei numeri e nella gestione delle risorse pubbliche. Serietà nei contenuti, non solo negli schieramenti. Serietà nel metodo: presenza sul territorio, ascolto reale, trasparenza, rispetto.
Non ci interessano i nomi o le sigle. Ci interessa sapere: come garantirete sicurezza e decoro, come proteggerete scuola e ambiente, come userete ogni euro pubblico e come eviterete che la politica torni ad essere autoreferenziale.
Angri non ha bisogno di slogan, né di candidature calate dall’alto, né di alleanze costruite solo per vincere. Ha bisogno di persone competenti, oneste, presenti. Di una squadra che lavori, non che si racconti. Di amministratori che uniscano e non dividano.
Angri non ha bisogno di promesse straordinarie, ma di risultati ordinari e di concretezza quotidiana, che poco alla volta portino lontano.
Governare Angri non significa occupare una poltrona, ma prendersi cura di una casa che appartiene a tutti. E una casa si governa con rispetto, responsabilità e presenza.
Molti cittadini oggi sono stanchi, ma non rassegnati. C’è ancora voglia di partecipare, ma solo se davanti c’è credibilità. Come angrese, come padre, come professionista, non chiedo miracoli.
Chiedo che la politica torni ad essere uno strumento per migliorare la vita quotidiana delle persone. Che Angri ritrovi il suo orgoglio, oggi e domani, e diventi la città che vogliamo lasciare ai nostri figli.
Il tempo delle parole è finito. Ora servono fatti, coerenza e coraggio.
Con senso civico,
Giuseppe Barbella, un cittadino angrese

