Custode a Palazzo Doria, D’Antonio: “senza concorso, senza titoli!” segnalazioni alla Procura della Repubblica!

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Con una nota indirizzata al sindaco Cosimo Ferraioli e alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, il legale Michele D’Antonio ha avanzato richiesta con la quale chiede a che titolo e in virtù di quale contratto, avviso pubblico o concorso il “signor Antonio D’Ambrosio detto Rizzoli ricopra mansioni ed affidamenti che dovrebbero essere di ruolo vacante nella pianta organica dell’Ente convenzionato, nella qualità di custode o quant’altro relativo del Castello Municipale Palazzo Doria”.

Il cittadino da diversi mesi si occupa del servizio di apertura e chiusura dello storico edificio posizionato nel cuore della città doriana e in diverse occasioni ha presenziato al fianco degli amministratori locali ad eventi ed iniziative che si sono svolte nelle stanze del Castello Doria facendo da guida anche a gruppi di turisti che arrivano in città e visitano lo storico edificio.

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“Dette mansioni riguarderebbero anche l’attribuzione all’incaricato della facoltà e/o potere di far accedere al Palazzo Doria a turisti che gliene chiedono il consenso e/o persone munite di pacchetto turistico” e che “nel contempo, a quanto è dato sapere svolgerebbe anche ipotetico altro ruolo di Bibliotecario, e/o gallerista”, si evidenzia nella nota a firma dell’avvocato D’Antonio.

Da palazzo di città in merito all’assegnazione del ruolo al cittadino angrese non trapela alcuna nota ufficiale con il sindaco Ferraioli che si affida ad un celere commento: “vedo se abbiamo provvedimenti emessi”.

Una situazione grottesca e singolare che potrebbe generare una serie di verifiche relative agli atti prodotti dai diversi comparti della pubblica amministrazione di palazzo di città nell’affidamento a terzi di strutture e servizi che dovrebbero essere assicurati dal personale in forza al Comune di Angri.

Gli uffici preposti avranno il compito di fornire chiarimenti circa il percorso amministrativo che ha portato all’affidamento ad un singolo cittadino di un servizio rivolto alla comunità.

“Lo scrivente – si conclude la nota del legale Michele D’Antonio – nella qualità ut supra chiede di conoscere ovvero rammostrare con la quale compenso e/o stipendio e quale copertura finanziaria sia stato consentito l’espletamento del ruolo di costui: ovvero a quanto è dato sapere e/o a titolo gratuito, con quale contratto sia stato convenuto e che abbia avuto l’approvazione dell’organo collegiale”. 

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