“Angri che legge”, la scrittrice Anilda Ibrahimi: “siate liberi”

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Ieri, 15 Dicembre, presso la Galleria Mojo in via don Minzoni si è svolta la seconda presentazione della terza Rassegna Letteraria “RICOMINCIANGRI – Angri che legge”. L’ospite illustre della serata è stata la nota scrittrice Anilda Ibrahimi. Nata a Valona, ha studiato letteratura a Tirana. Nel 1997 si è trasferita in Italia.

Il suo primo romanzo “Rosso come una sposa” è uscito per Einaudi nel 2008 ricevendo vari premi. Pochi mesi fa, sempre per Einaudi, ha pubblicato “Volevo essere Madame Bovary” .

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La storia narra di Hera che ritorna a casa dopo molti per una fuga d’amore. Hera vuole essere liberamente femminile, vestirsi come una donna in un contesto in cui il patriarcato è forte e radicale. Anche tra le donne. Infatti, la nonna e la mamma non condividono le scelte di vita di Hera. Il romanzo è un’educazione ironica e intelligente, capace di rovesciare molti stereotipi.

“Nel mio romanzo – ha commentato durante la serata ad Angri la scrittrice – c’è la lotta di tante donne, come Hera che nella quotidianità lottano contro soprusi e maldicenze. Il mio romanzo è ambientato in un mondo ancora intriso di pregiudizi. La mia protagonista cerca in tutti modi di rompere la propria gabbia, quella costruita dell’ideologia del socialismo reale dell’Albania di decenni fa. Hera vuole essere libera. Libera di decidere l’uomo da amare. Libera di vestirsi come vuole. Libera di iscriversi dove desidera. La mia scrittura – ha concluso la Ibrahimi – ha sicuramente un impegno civile e connotati politici.”

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