Comune al collasso: restano solo 58 dipendenti su 186!

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In servizio al Comune di Angri sono rimasti solamente 58 dipendenti che ogni giorno si ritrovano a dover fare i conti con una carenza di organico impressionate in termini numerici.

Non c’è settore dell’Ente comunale che non faccia registrare rallentamenti dei procedimenti amministrativi o, in alcuni casi, la riduzione degli orari di apertura al pubblico per servizi che fino a qualche anno fa rientravano nella categoria delle prestazione ordinarie.

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La pianta organica prevede 186 dipendenti da distribuire nei diversi comparti e garantire il lavoro quotidiano che la macchina amministrativa dovrebbe assicurare.

La realtà è ben lontana dai numeri e dalla teoria con i responsabili delle unità operative complesse che si ritrovano a dover reclamare il trasferimento dei lavoratori da un settore all’altro per ottemperare agli obblighi di legge.

Funzionari e dipendenti si ritrovano sulla medesima lunghezza d’onda al pari delle organizzazioni sindacali da anni impegnate nel lanciare messaggi all’amministrazione del sindaco Cosimo Ferraioli.

Tutto è impantanato! Non si intravedono soluzioni immediate all’orizzonte e la situazione è destinata a precipitare ulteriormente tra qualche settimana con il pensionamento di altre unità in forza al settore dello stato civile. La mancanza di risorse umane potrebbe provocare l’interruzione del pubblico servizio da parte del Comune di Angri.

Una condizione senza eguali che amplifica la mancanza di visione del governo cittadino che da anni rinvia la decisione di assumere personale per assicurare i 186 posti previsti dalla pianta organica. “Ci stiamo consegnando completamente ai privati.

Il Comune di Angri ha bisogno di nuove risorse umane e invece Cosimo Ferraioli ha deciso di recedere perfino dal concorso Ripam che era stato predisposto dalla Regione Campania e dal Dipartimento della Funzione pubblica proprio per consentire agli enti nuove assunzioni – spiega Gianluigi Esposito segretario del Partito Democratico. Il ricorso ai privati non è un male in assoluto, ma lo diventa nel momento in cui non si valorizza il regime di concorrenza sul mercato e si approvano atti di indirizzo estremamente generici, privi di qualsivoglia garanzia sulla qualità dei servizi che si esternalizzano. Un modo di fare che denota una chiara scelta politica: essere subalterni al privato e non amministrare nell’interesse pubblico”.

Nel periodo della gestione commissariale il prefetto Alessandro Valeri ha approvato un provvedimento con il quale disponeva la possibilità di attingere forza lavoro utilizzando le graduatorie stilate in altri comuni.

Una soluzione confermata, in passato, dallo stesso sindaco Ferraioli ma non attuata nel corso degli anni con un risultato che pone seri interrogativi sulla volontà di rafforzare il personale dell’Ente di via Crocifisso.

La politica di privatizzazione, infatti, investirà anche i dipendenti comunali considerato che a breve i servizi garantiti dall’ufficio personale saranno gestiti da società private per espressa volontà politica.

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