Cento giorni di governo: tra proclami, immobilismo e quel “disturbo interno”

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Lo stato di immobilismo amministrativo e le beghe interne ai gruppi di maggioranza sono stati gli elementi motivanti che hanno spinto le anime dell’amministrazione comunale ad avviare un confronto serrato sulla programmazione che dovrebbe interessare la città.

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Le attività nei diversi comparti sono bloccate con tanti progetti in cantiere che al momento si traducono in semplicistiche azioni mediatiche che nulla hanno di concreto. Le proteste plateali e le passerelle istituzionali non si rivelano produttive con la popolazione che ha cominciato ad incalzare i rappresentanti della maggioranza consiliare.

Il primo cittadino Cosimo Ferraioli, all’indomani della proclamazione, appare infatti defilato rispetto alle problematiche che stanno sollevando i cittadini con la città che appare sempre più in balia dell’approssimazione.

La carenza di personale, il bilancio ridotto all’osso e il modesto peso specifico dei rappresentanti cittadini nella filiera istituzionale sono solo alcuni degli aspetti che incidono su una “non partenza” del secondo mandato di Ferraioli.

Nella collettività angrese va cristallizzandosi l’opinione che le decisioni passino esclusivamente attraverso le scelte delle principali cariche cittadine. Il sindaco Cosimo Ferraioli, il vice Antonio Mainardi e il presidente del consiglio comunale Massimo Sorrentino rappresentano nell’immaginario collettivo la spina dorsale di una maggioranza che annovera tanti volti nuovi e altrettante anime insoddisfatte per l’andamento fatto registrare in questi primi cento giorni di governo.

Il confronto di lunedì sera è servito per fare luce su alcuni processi amministrativi che sono finiti nel dimenticatoio tra cui la riqualificazione di Corso Italia, il completamento dei lavori per la scuola di via Dante Alighieri e l’avvio di alcuni progetti di finanza, oltre alla ricognizione degli strumenti finanziari.

La verve dei giovani e la voglia di alcuni consiglieri confermati di non farsi fagocitare dal grigiore amministrativo rischiano di creare pericolose fratture con il la spina dorsale dell’amministrazione.

La percezione popolare che il sindaco Ferraioli abbia mollato il timone della nave a pochi mesi dalla avvenuta conferma alla guida della città si diffonde con grande velocità nella comunità doriana.

I neo eletti cercano spazio e visibilità e non mancano voci che danno in fase di costituzione nuovi gruppi in maggioranza con consiglieri pronti ad elevare il peso di una linea maggiormente improntata sulla politica del fare piuttosto che sulla presenza mediatica di alcuni amministratori che al momento oltre a qualche “like” dai social non ha prodotto alcunché nell’interesse del bene collettivo.

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