Braccio di ferro tra sigle sindacali e l’amministrazione comunale

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Le organizzazioni sindacali hanno diffidato l’Ente comunale in merito al contratto collettivo decentrato integrativo di destinazione delle risorse decentrate relativo all’annualità 2019. Secondo le sigle sindacali di CgilFp, CislFp, UilFp e Csa “non sono stati rispettati i termini previsti dall’articolo 8 del CCNL ritardando in modo grave e senza alcun motivo la sottoscrizione definitiva impedendo, con tale comportamento, il dovuto e giusto ristoro ai lavoratori dipendenti del Comune di Angri, nonché l’avvio delle procedure Peo.

Risulta ancora più grave ed incomprensibile l’assenza dell’amministrazione comunale relativamente alla mancata erogazione delle perfomance anno 2018”.

Un documento incisivo che lascia presagire l’ennesimo braccio di ferro tra il governo cittadino e le principali organizzazioni sindacali della funzione pubblica che ormai da tempo denunciano la condizione carente in cui sono costretti a lavorare i pochi dipendenti in forza nella macchina amministrative del Comune di Angri.

“Si diffidano a retrocedere dagli inequivocabili intendimenti lesivi dei diritti richiamati e di ottemperare ai propri impegni entro quindici giorni” dal ricevimento della comunicazione. Le sigle sindacali non lesinano critiche all’amministrazione comunale intimando azioni legali: “in mancanza si procederà per vie legale a tutela dei diritti dei lavoratori, nonché alla verifica di comportamenti posti in essere dal Comune di Angri volti ad impedire o limitare l’esercizio della libertà sindacale”.

Il rapporto tra sindacati e l’amministrazione comunale non è mai stato idilliaco tanto da procrastinare alcuni temi importanti che per diversi mesi si sono trascinati senza una efficace soluzione trovata solo nel corso della gestione commissariale del prefetto Alessandro Valeri con un’intesa tra le parti raggiunta grazie al lavoro del segretario generale Pasquale Marrazzo e dell’ex responsabile dell’unità operativa complessa personale, Emilio D’Antuono.

Anche nello scorso mese di aprile i sindacati sollecitarono il governo retto dal sindaco Cosimo Ferraioli a revocare la delibera con cui l’amministrazione comunale ha approvato il piano di fabbisogno per il prossimo triennio.

Un provvedimento atteso da diversi mesi e portato al termine grazie al lavoro degli uffici di competenza che hanno lavorato alacremente per espletare una procedura che si trascinava da tempo.

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