“L’importante che si faccia non che si sappia!”

0

 

L’importante che si faccia non che si sappia!”. Questa frase utilizzata per ricordare un giovane tifoso salernitano scomparso di recente mi ha profondamente colpito e forse in questo momento storico assume una connotazione ancor più significativa.

L’incipit, infatti, rappresenta la linea comune che si dovrebbe adottare in un momento complesso in cui solidarietà e fratellanza dovrebbero essere acque che sgorgano dalla sorgente del cuore in maniera naturale, limpida e leggera quasi da sfiorare l’anima di chi oltre all’emergenza sanitaria deve fare i conti con difficoltà di carattere economico.

La macchina della solidarietà, mi garba definirla così, e non beneficenza, viaggia spedita, animata dal senso di responsabilità di tanta gente nobile d’animo che non ha aspettato di essere sollecitata da azioni mediatiche per dare vita ad un gesto di fratellanza.

Ben vengano le raccolte finalizzate ad aiutare e alleviare le sofferenze di centinaia di famiglie che, tante volte, non hanno il coraggio di chiedere.

Nei cuori eleganti è custodita la dignità che spesso inibisce i pensieri di aiuto per quanti vivono in condizioni di precariato, oggi amplificate da una fase emergenziale che sta contribuendo ad accrescere il disagio sociale aumentando il differenziale tra le fasce sociali anche nella nostra città.

La solidarietà è animata da un motore che difficilmente si spegne capace di macinare chilometro dopo chilometro, in silenzio e con fatica senza contare le energie e le risorse da impiegare per raggiungere finanche l’ultimo traguardo.

Angri raffigura lo stereotipo del “modus operandi” italiano. Un paese che litiga, diverge su tutto, stenta a crescere ma nei momenti di preoccupazione è capace di ritrovare la coesione necessaria per tirarsi fuori dalle criticità.

Siamo fatti così!

Invidiosi, speculari, litigiosi, distruttivi e autolesionisti ma in tanti alberga un animo nobile che emerge in maniera prorompente quando la vita ci mette di fronte alla scelta di aiutare il vicino o il familiare che vive una fase difficile.

“Le menti pensano e i cuori amano”. Il pensiero del compianto Gaetano Marra raccoglie in maniera semplice ma esaustiva la forza della nostra comunità.

E’ bello sapersi fratelli. Emozionante conoscere fino a dove si può spingere un cuore che pulsa arrivando a porgere la mano anche ad uno sconosciuto lontano fisicamente ma vicino nel cuore. L’importante che si faccia non che si sappia!”.          Luigi D’Antuono

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here