Psicologia – La dipendenza affettiva

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A cura della dott.ssa Maria Conza – La dipendenza affettiva è, un modo di cercare al di fuori di noi stessi la stima, l’attenzione e l’amore che non sono stati percepiti quando eravamo bambini.Il piccolo impara che l’amore è qualcosa di sfuggente, di non empatico e, da adulto, cercherà la stessa tipologia di Amore.

Questo processo può portare al formarsi di pensieri del tipo: “I miei bisogni non hanno importanza”o “non sono degno di essere voluto bene”.Da adulti, questi “bambini non amati” dipendono dagli altri per quanto concerne il proprio benessere psico-fisico e la soluzione dei loro problemi. Vivono nella paura di essere rifiutati, scappano dal dolore, non hanno fiducia nelle loro capacità e si giudicano persone non degne d’amore.

Qual è il profilo psicologico di una persona dipendente affettiva? L’emozione prevalente consiste nel timore della disapprovazione e dell’abbandono. Si pensa di non meritare di essere amati per come si è. Dominati da questi timori, le persone mettono al primo posto tutto tranne che sé stessi.

Ciò vale in qualsiasi campo della vita: non solo negli affetti, ma anche in famiglia e sul lavoro. Erroneamente si pensa che il proprio benessere dipenda un altro, per cui si finisce col mettere la propria vita nelle mani di questo altro e si accetta che costui faccia di tutto.

Pur di ottenere affetto, stima e riconoscimento del proprio valore, si accettano compromessi di ogni genere, verso una dimensione che annulla la propria dignità: si dice sempre di si alle richieste esterne, non riuscendo a mettere confini a quanto si è disposti a subire. Nelle persone che sviluppano una dipendenza affettiva sono presenti in genere le tendenze a: disconoscere i propri bisogni emotivi, limitare le proprie aspettative in funzione del partner.

Queste tendenze sono finalizzate, in modo più o meno inconsapevole, a nutrire l’autostima in modo vicario, cioè attraverso il controllo del partner. Il tentativo di cambiare l’altro “serve” quindi per alimentare la propria autostima. Il ragionamento della persona è più o meno il seguente:“Se mi comporto come io vorrei che tu ti comportassi, tu ti comporterai come voglio io, così da non deludere la mia aspettativa.”

Il nutrimento dell’autostima deriva quindi dagli sforzi e dai tentativi di cambiare, “guarire”, e/o salvare il partner. Questi soggetti, spesso donne, pensano di poter in qualche modo cambiare il partner assoggettandosi alle sue richieste, in modo tale da garantirsi un controllo, seppur fittizio, sulla relazione.

Quali sono le conseguenze psicologiche di una dipendenza affettiva? Innanzitutto una sofferenza psichica che si manifesta in modi differenti: da generici sentimenti di insoddisfazione e di frustrazione fino a veri e propri disturbi di tipo depressivo. In secondo luogo, aumenta il rischio di esporsi a violenze psicologiche e fisiche. Spesso non è il soggetto ma i familiari a rendersi conto della necessità di un supporto psicologico. E talvolta, in casi estremi, è già troppo tardi…

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