Angri celebra i cento anni di don Vincenzo Pastore

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Il 2 ottobre di 100 anni fa nasceva il canonico don Vincenzo Pastore, uno degli angresi più illustri della nostra storia locale, che ha saputo unire con umiltà e dedizione assoluta la vocazione di sacerdote a quella di studioso di quella storia locale sino ad allora quasi ignorata e certamente bistrattata a favore di centri più grandi e con maggiore eco nel panorama campano.

Per festeggiare adeguatamente tale importante ricorrenza, l’Istituto Paritario “Monsignor Canonico Don Vincenzo Pastore” diretto dalla prof.ssa Rita Pastore (diretta discendente di don Vincenzo), al settimo anno scolastico di attività in via Zurlo (al civico 32), promuove due giornate, il 2 e 3 ottobre, per ricordare “il sacerdote, l’educatore e lo studioso di storia locale”.

Il 2 ottobre alle ore 10 sarà celebrata la Santa Messa nella Chiesa SS.ma Maria di Costantinopoli officiata da don Luigi La Mura, e la mattina del 3 ottobre alle ore 10 nella sede dell’Istituto si terrà un convegno sulla figura dell’apprezzato Monsignore angrese e sull’interesse storico e documentale dell’opera storica su Angri che ci ha lasciato.

Approfondiranno la vita, l’opera e gli studi di don Vincenzo in qualità di relatori: don Luigi La Mura, parroco della Chiesa SS.ma Maria di Costantinopoli; Giancarlo Forino, storico dell’associazione Panacea; Pasquale Cuofano, commissario governativo straordinario; Felice Attianese, CAED dell’Istituto Pastore; Giuseppe Abate, presidente della Pro Loco Angri.

Le conclusioni saranno affidate al direttore dell’Istituto Pastore, Rita Pastore, mentre il saluto istituzionale sarà a cura del Sindaco di Angri, Cosimo Ferraioli, e dell’assessore all’Istruzione, Caterina Barba.

Pastore è stato uno studioso del territorio dedito a dare le origini a un popolo sano di agricoltori, storia e dignità ad Angri, che mal digeriva fosse inquadrata come contea di Nocera.

Nei manoscritti visionati a suo tempo da Pastore, Angri è descritta sin dal 79 dopo Cristo come un territorio facile da raggiungere sia da Nuceria che da Stabia, che fu sepolta dalla lava del Vesuvio in seguito alla terribile eruzione di quell’anno, e in seguito si è distinta come territorio fertilissimo per piantare e raccogliere frutta.

Pastore ci ha lasciato una preziosa opera di storia locale, “Angri: dalla preistoria ai giorni nostri”, la cui gestazione è stata lunga e complessa: per pubblicare i due volumi, usciti postumi alla morte di don Vincenzo, il canonico ha infatti lavorato dal 1962 al 1978. Vi sarebbe un terzo libro inedito sulle Chiese di Angri, di cui si sta cercando di recuperare il prezioso manoscritto. La direttrice Pastore preannuncia infine l’intenzione di promuovere una versione digitale della storica pubblicazione, la prima nel suo genere su Angri, accessibile a tutti.

 

 

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