Il giovane Marco Villani protagonista al mondiale di vela Laser Radial Men’s World Championship 2017 in Olanda

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di Christian Montella – Per tutti gli appassionati di vela il 2017 è stato e sarà un anno molto importante grazie ai numerosi eventi e alle numerose competizioni che si sono disputate e che si disputeranno. In questo “boom” sportivo che sta attraversando la nostra città, non poteva mancare questa disciplina: infatti il nostro concittadino Marco Villani ha disputato il Laser Radial Men’s World Championship 2017 che si è svolto a Medemblik in Olanda tra il 19 e il 26 agosto. Il giovane angrese non è nuovo a disputare competizione importanti, tuttavia è stata la prima volta in cui ha potuto rappresentare la nostra nazione assieme ad altri 4 atleti. Partecipare a questa competizione così importante è un risultato positivo e bellissimo e noi abbiamo voluto fargli qualche altro domanda, per capire cosa c’è alla base di questo grande risultato.

“Ciao Marco, innanzitutto complimenti. Iniziamo dal principio, come è nata la passione per la vela?”

“La passione per la vela me l’ha trasmessa mio padre che è sempre stato appassionato anche lui di questo bellissimo sport. Sono sempre andato in barca a vela con lui fin da quando ero bambino ed ho iniziato a fare regate con mio padre da quando ne avevo 14. Poi decisi di iniziare a fare Laser che è un monotipo, ovvero si gareggia con barche tutte uguali e la differenza la fa il timoniere di ogni singola barca.”

“Dunque si può dire che i tuoi genitori abbiano recitato un ruolo importante all’interno del tuo percorso sportivo?”

“Beh sì, per me loro sono un punto di riferimento, sono stati importantissimi anche per la mia crescita sportiva.”

“Ora parliamo del mondiale: com’è stata la preparazione a questo evento così importante?”

“La vela si divide in diverse categorie, la mia (Laser) è una categoria particolare in quanto non vi è un vero e proprio team ma è singolo, quindi bisogna fare affidamento solo su se stessi ed è per questo che oltre ad un lavoro fisico ed atletico è necessario anche un lavoro psicologico, al fine di non perdere la concentrazione durante la regata. Il mio è uno sport che richiede molte abilità ed abbraccia più campi di allenamento: si parte dai concetti della Fisica, in quanto è essenziale capire come funziona ogni componente del mio unico compagno, la mia barca. Dopo aver studiato questa parte si passa alla tecnica da avere per essere veloci. Infine si passa alla preparazione atletica che è essenziale essendo uno sport che richiede molta resistenza e molta esplosività negli arti. Solitamente mi alleno tutto l’anno 3 volte in barca e 3 volte in palestra ogni settimana, ovviamente università permettendo.”

“Com’è andato il mondiale? Quali sensazioni avevi alla vigilia di un evento così importante?”

“Ho partecipato quest’anno al mio primo mondiale a Medemblik in Olanda. Sono stato felicissimo già di partecipare e di gareggiare insieme a tutti quei velisti molto più esperti ed allenati, ma anche con tanta voglia di vincere, essenziale per arrivare fino in fondo. La sera prima ero molto emozionato e non riuscivo a non pensare a quello che sarebbe stato il domani; è stata una notte movimentata, intensa, mi è passata davanti tutta la mia carriera sportiva. Per me è un orgoglio rappresentare la mia nazione, non lo reputo un traguardo ma un punto da cui iniziare qualcosa di importante. È stato un campionato molto difficile sotto diversi aspetti: inizio col dire che è stato un mondiale molto equilibrato, essendo tutti i velisti molto forti; altro fattore è stato il campo di regata a Medemblik, in quanto non è uno dei più semplici. Il primo giorno ero partito molto bene ero 4º in classifica dopo 2 prove. Penso sia stato un dei giorni più belli della mia carriera sportiva. Purtroppo dal giorno dopo fino a fine campionato è stata molto dura; l’emozione mi ha giocato sicuramente contro e poi si è messo anche il fatto che il campo di regata era complesso, ogni giorno condizioni diverse e quindi ho avuto molte difficoltà, con conseguente abbassamento della posizione in classifica. Un vero peccato, ma sono contento lo stesso. Ho imparato molte cose sia dagli errori che commettevo sia dagli avversari che si sono dimostrati più forti. Ora sono pronto a prepararmi per la prossima stagione iniziando subito con il circuito di Europa Cup  del 2018.”

Questo è Marco, un giovane angrese che è l’esempio lampante di come la voglia, il sacrificio e l’allenamento siano componenti fondamentali per raggiungere i propri obiettivi.

 

 

 

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