Rio Sguazzatoio, avviato l’iter per la rimozione di detriti

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Finalmente verranno rimossi i detriti depositati lungo gli argini dell’affluente del Sarno sul territorio. Il problema ha un’ampia portata e interessa diverse realtà territoriali. Le esondazioni del rio Sguazzatoio non riguardano solo Angri,ma anche i paesi limitrofi, come Scafati e San Marzano sul Sarno. Comunque, nello specifico: il consorzio di bonifica integrato ha comunicato ai comuni più interessati – ovvero i comuni di Angri e di San Marzano sul Sarno – di aver avviato la procedura negoziata per l’affidamento dei lavori urgenti di rimozione,
trasporto e smaltimento dei fanghi di dragaggio essiccati e depositati lungo la stradina di servizio del rio Sguazzatoio.

Una notizia che si attendeva da molto, anzi troppo tempo. «A volte è la burocrazia il vero male di questa società – afferma il consigliere di maggioranza Eugenio Lato – con le sue lungaggini e i suoi cavilli. Nonostante tutto, quando c’è volontà e lavoro di base, i risultati
arrivano. Forse non subito, maarrivano». Ancora: «Sono contento che la via di “fuga” nei pressi del rio Sguazzatoio venga a breve
liberata dai detriti. Governare e pressare i processi non è cosa semplice, ma doverosa nel rispetto della legalità e soprattutto dei sacrosanti diritti dei residenti».

Questi detritinonsono altro che fanghi di dragaggio. Difatti, a seguito di un tavolo tecnico, circa le problematiche inerenti alle esondazioni del rio Sguazzatoio, e le relative problematiche per i residenti e per i terreni sottoposti alle continue inondazioni, con delibera commissariale del consorzio di bonifica furono disposti lavori di somma urgenza per il ripristino delle condizioni di deflusso del corso d’acqua sia sul territorio di Angri sia su quello di San Marzano sul Sarno.
A seguito dell’esecuzione dei lavori i fanghi di dragaggio furono depositati lungo gli argini del rio, dove sono ancora ubicati. Si precisa che si tratta di rifiuti non pericolosi, ma speciali, ovvero da trasportare in una discarica autorizzata. Sullo sfondo anche delle diffide e ordinanze sindacali del comune di Angri al fine di sollecitare l’esecuzione dei lavori, e di conseguenza la risoluzione del problema. Una cosa attesa da tempo.   Maria Paola Iovino

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