Monetizzazione delle aree: Falcone-Scoppa, botta e risposta

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Il paradosso di chi prima approva e fa entrare in vigore la regola e poi biasima chi la applica.

Sembra avere la memoria corta chi oggi scrive un comunicato all’indirizzo dell’attuale giunta assumendo un atteggiamento che è tipico di chi adotta la doppia morale.

Che si sia concretizzata una  conversione sulla via di Damasco?  O piuttosto trattasi null’altro che di un’ipocrita critica che contraddice quanto condiviso e avallato in Consiglio Comunale l’8/05/2012?

Entrando nel merito della questione, la giunta ha favorevolmente accolto una richiesta di monetizzazione di aree da destinare a standard, in ottemperanza a quanto la legge consente, giudicando di maggior beneficio un cospicuo importo di denaro che incamerato darebbe respiro alle asfittiche casse comunali.

Piuttosto che acconsentire la realizzazioni di zone attrezzate poco fruibili, difficilmente accessibili e di dubbia utilità, una giunta può eccezionalmente preferire di applicare una regola decisa da chi oggi, dopo averla varata, la vorrebbe smantellare pretestuosamente? Certo, a mio avviso, queste scelte devono avere carattere di “eccezionalità'” ma è inaccettabile sorbirsi certe lamentele.

La facoltà di monetizzare gli standard  urbanistici è prevista dalla normativa vigente e introdotta ad Angri dall’amministrazione Mauri con deliberazione di consiglio comunale  n.23  del 8/05/2012. Nella seduta consiliare era presente anche uno dei soci dell’associazione un’Altra Angri, il quale, avendo votato a favore della proposta, sa bene che i fondi derivanti dalla monetizzazione hanno una destinazione vincolata alla realizzazione di opere pubbliche  o di pubblica utilità.

Cosi faremo e giusto a smentita del fatto che chi oggi amministra contravviene ai principi enunciati in campagna elettorale, anticipo che è in dirittura di arrivo un regolamento per la realizzazione di opere di urbanizzazione a scomputo degli oneri.

In sostanza, un regolamento che va nella direzione opposta a quello su menzionato, che ribadisco non fu voluto da noi, e che consentirà di incrementare le dotazioni pubbliche di interesse generale (asili nido, mercati di quartiere, impianti sportivi, aree verdi ecc.) .

Gli impegni assunti con la città non saranno mai messi in discussione.     Roberto Falcone Presidente della Commissione Urbanistica e Territorio

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La replica di Alfonso Scoppa

 

Ancora una volta non si riesce ad instaurare un dialogo costruttivo, si difendono le posizioni perdendo di vista il vero obbiettivo: il bene comune.

L’avere votato all’epoca una previsione regolamentare fu atto dovuto in quanto, laddove non fosse stato possibile richiedere opere utili a fronte di interventi di riqualificazione, ad esempio nel caso di interventi di esigua entità, sarebbe stato giusto, oltre che inevitabile, monetizzare.

Ma non si svii dal reale problema: perché non si chiede al privato la realizzazione certa ed immediata di servizi soprattutto nel cuore della città, di modo da rendere più vivibile il paese?

Da un lato si dice che “è in dirittura di arrivo un regolamento per la realizzazione di opere di urbanizzazione a scomputo degli oneri” e dall’altro si approvano provvedimenti che vanno in direzione antitetica, come nella fattispecie della monetizzazione oggetto dell’arringa del consigliere di maggioranza.

E’ dunque evidente la mancanza di una visione chiara dell’azione di governo!

Inoltre la certezza dell’utilizzazione vincolata degli introiti della monetizzazione risulta improbabile (infatti l’utilizzo dei fondi a destinazione vincolata per far fronte a spese correnti, risulta quasi sempre una scelta obbligata) e di conseguenza la realizzazione degli standard correlati agli interventi urbanistici, diventa gioco forza una ipotesi di remota realizzazione piuttosto che una certezza immediata.

Il carattere inconferente di alcuni interventi nonché la deleteria direzione di taluni provvedimenti politici, mi convince sempre più che la strada intrapresa da me e dai miei amici, seppure tortuosa e lunga, rappresenta comunque la strada giusta per poter costruire una vera alternativa politica, consolidata e seria. Resta comunque l’irreversibilità delle scelte sbagliate.    Alfonso Scoppa

 

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