La censura web del sindaco Mauri

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Il sindaco Mauri diventa censore. Una nuova polemica travolge il primo cittadino di Angri poco avvezzo alle critiche. Come oramai prassi e abitudine del detentore della fascia tricolore problemi e critiche vengono letteralmente “cancellati”. E’ quello che sta succedendo sul suo profilo Facebook dove in molti si lamentano di essere stati letteralmente cancellati dalla lista degli amici, sulla pagina istituzionale del vulcanico sindaco, colpa: avere mosso critiche sull’operato della sua amministrazione.

Un fenomeno che sta ripetendo sempre con maggiore e inspiegabile frequenza. Scrive Andrea di Giorgio, interessato dall’atto di revoca preventiva, a proposito del dinamico e abbronzato primo cittadino: “ campeggia nella foto del suo profilo con tanto di fascia tricolore, e quindi non come “il sign. pasquale” ma come “sindaco”.

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Se questo è vero, come è vero, allora il sindaco ha il dovere istituzionale di dare voce a tutti coloro che vogliono discutere, sul suo profilo, di fatti che riguardano la nostra martoriata Città. Questo atto di revoca, ripetiamo di una gravità assoluta, e sul quale ci riserviamo di rilasciare più approfondite dichiarazioni alla stampa, ci impedisce di fare interventi di dissenso o di consenso, sui vari proclami che il sindaco rilascia in tale sede. Evidentemente con l’avvicinarsi delle elezioni e l’evidenza dell’incapacità politica (ex plurimis le discariche dei prefabbricati, gli abbattimenti di alberi, le puzzette varie ecc. ecc.).

Una censura grave che non rispetta i principi di democraticità e soprattutto di trasparenza tanto vanatati dal chiacchierato e morigerato esecutivo, un fallo anche da parte di chi gestisce per conto del sindaco il suo profilo o ne suggerisce le azioni: gli “spin doctors”.

Ancora una volta il primo cittadino entra aspramente in conflitto con i cittadini che lo incalzano in maniera decisa sulle questioni irrisolte, inducendolo all’infortunio comunicativo, tanto da fargli attuare questi atti di censura già denunciati dagli attivisti dei gruppi di destra presenti sul territorio, oggetti di analogo trattamento perché non “allineati al sistema” immaginato dal vivace primo cittadino.

Alla disapprovazione del Di Giorgio gli fa eco il tenace Christian de Vivo: “E' la politica dei tagli. Anche io sono stato cancellato dalle cerchie di amicizia di un noto Consigliere comunale dopo avergli consigliato di dimettersi da tutte le cariche per le quali era stato eletto come componente di opposizione, perché era passato ufficialmente in maggioranza. La politica è una cosa mutevole per alcuni. Forse anche troppo. Vedrai che ci richiederanno l'amicizia in campagna elettorale”. Luciano Verdoliva

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