Scrutatori, l’opposizione: “solidarietà alle 4600 persone escluse dal metodo Mauri”

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Ha suscitato sicura indignazione la scelta dell’Amministrazione Mauri-D’Antonio-Ferrara, di procedere alla nomina degli scrutatori utilizzando il criterio dell’intuitu personae che, come tutti sanno, è un tipo di affidamento proprio delle attività dei privati e sempre più limitato per le amministrazioni pubbliche che, nello spendere il denaro dei contribuenti, devono garantire per legge l'equità e l'imparzialità delle scelte. Tipico esempio di scelta intuitu personae è quella del negoziante di fiducia, del meccanico di fiducia, dell'avvocato di fiducia, e perché no, degli scrutatori di fiducia!

Si è affrettato a giustificare la scelta del proprio Sindaco anche il consigliere Scoppa, il quale, citando la legge 270/2005 meglio conosciuta come porcellum (visto che lo stesso ministro Calderoli che la formulò, la definì “una porcata”) ha voluto lasciare intendere che la fiducia, in tal caso, è riposta soprattutto nella scolarizzazione medio alta dei giovani studenti senza occupazione prescelti (pardon: nominati) dall’Amministrazione. Certamente selezionare (rectius: nominare) dall’albo un centinaio di giovani etc. in possesso dei pochi requisiti previsti dall’Amministrazione deve essere stato un lavoraccio! Ad onor del vero, l’articolo 9 del porcellum, prevede che la Commissione Elettorale procede alla nomina degli scrutatori selezionandoli tra i nominativi compresi nell’albo degli scrutatori, lasciando dunque ampia discrezionalità all’Amministrazione sulla definizione dei criteri di selezione. L

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a nostra ha scelto quello della fiducia, altre hanno scelto il sorteggio: chissà quale è quello più equo, imparziale, trasparente… Un po’ di confusione però deve averla fatta la stessa Amministrazione visto che la Commissione Elettorale ha deciso, a maggioranza, che il criterio di selezione dell’intuitu personae doveva essere applicato ai “giovani disoccupati”: qualcuno si è preoccupato di verificare se i selezionati sono giovani e disoccupati? E già, perché potrebbe essere facile stabilire se si è giovani o meno (a proposito, fino a quale età si è giovani?) per essere nominato scrutatore, anche se l’iscrizione all’albo dovrebbe essere sufficiente per annullare questo principio, ma lo status di disoccupato lo definisce il Centro per l’Impiego (l’ex Ufficio di Collocamento).

Per questo motivo molti Comuni che hanno scelto di selezionare gli scrutatori utilizzando il criterio del sorteggio pubblico tra gli iscritti all’albo, hanno utilizzato le liste del Centro per l’Impiego e incrociato i nominativi con quelli degli albi degli scrutatori, evitando in tal modo discriminazioni e polemiche. D’altro canto, se l’Amministrazione ha deciso di contraddirsi utilizzando due criteri diversi per una stessa attività a distanza di poco tempo, in due occasioni diverse, un motivo ci dovrà pur essere. Proviamo ad azzardare una ipotesi.

Nel caso del referendum del 2011 non era importante avere a disposizione degli scrutatori di fiducia visto che l’esito non avrebbe modificato più di tanto gli equilibri politici nazionali. In questo caso invece, le elezioni del 24 e 25 febbraio, sono in ballo voti pesanti che decideranno il futuro assetto del governo nazionale e, soprattutto, il peso di ciascuna forza politica compresa quella alla quale appartiene il Sindaco. Dunque è importante poter contare sulla fiducia di almeno un centinaio di persone, per non contare quelle a loro vicine che possono essere qualche altro centinaio. Hai voglia a dire che le polemiche sono banali, demagogiche, populistiche strumentalizzazioni, etc., resta il fatto che gli altri 4.600 iscritti all’albo degli scrutatori, hanno qualche elemento in più per decidere chi NON VOTARE!

Cogliamo infine l’occasione per manifestare la nostra solidarietà ai circa 4.600 iscritti all’albo degli scrutatori che, grazie alla scelta dell’Amministrazione Mauri, hanno perso l’opportunità di partecipare attivamente, sentendosi più coinvolti nella tornata elettorale, alla politica e, perché no, anche quella di poterne ricavare un minimo tornaconto economico che avrebbe comunque fatto comodo. I consiglieri di opposizione: Conte Alfonso Ferraioli Cosimo Fiorelli Nordino Recussi Lina Scoppa Amalia Sorrentino Arturo Testa Emilio

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