Giordano (Pd): “Soget volontà punitiva nei confronti del contribuente”

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SOGET, torniamo nuovamente su un argomento ampiamente discusso, oggetto di una iniziativa pubblica, nella quale è stato preso, da parte dell’amministrazione, un impegno nei confronti non solo di una forza politica ma soprattutto nei confronti dei cittadini tutti, di valutare una rinegoziazione del contratto con questa società, votando una proposta politica, in Consiglio Comunale.

Ciò significa che l’amministrazione si è resa conto che effettivamente, sotto l’aspetto politico la SOGET dovrebbe occuparsi esclusivamente dell’accertamento e la costituzione della banca dati, a prescindere dalla vittoria o meno dei ricorsi istituiti sia presso il TAR che la Commissione Tributaria. Oggi a distanza di un anno, ci ritroviamo a ridiscutere con la SOGET, le modalità di redazione e applicazione delle sanzioni su atti di accertamento che stanno inondando il paese.

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Il comportamento della SOGET appare più che mai vessatorio nei confronti dei cittadini partendo da un presupposto di malafede, in completa contraddizione con lo statuto del contribuente che regolamenta Il rapporto fisco-contribuente, incentivato alla collaborazione in un rinnovato clima di • FIDUCIA • TRASPARENZA • CORRETTEZZA • LEALTA’ e che all’art. 10 enuncia:<< I rapporti tra fisco e contribuente sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede.>> ora ci chiediamo.: se nella motivazione della violazione viene indicato “ infedele dichiarazione” dove sta il principio di correttezza, fiducia e buona fede?

Dagli atti di accertamento emergere, tangibilmente, la volontà punitiva nei confronti del contribuente, reiterando la sanzione per “infedele denuncia” per tutti gli anni attinenti l’accertamento. Disattendendo completamente la normativa giurisprudenziale che enuncia l’istituto del “cumulo giuridico”, e cioè che la sanzione applicabile deve essere unica, ossia con l’individuazione di una sanzione base aumentata poi da una certa percentuale che può variare a secondo dei casi, disciplinato dall’art. 12 del D.legisl del 18/12/1997, n. 472; comunque applicata una sola volta e non per ogni anno.

Il comportamento, poi, insofferente degli operatori addetti , contribuisce ad infierire psicologicamente sui contribuenti che si trovano in una situazione di soccombenza e disarmati di fronte ad essi, impossibilitati a far valere i propri diritti se non con un avvio al contenzioso. Alla luce di questo comportamento potrebbero nascere utili motivazioni, addirittura, per recedere dal contratto, comunque in tutti i casi irrinnovabile, per il Partito Democratico. Il Segretario cittadino Antonietta Giordano

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