Mauri interviene sul caso Pentangelo-Angri ’80

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Ho deciso di scrivere alcune osservazioni personali sul caso Pentangelo-Angri '80 perché ritengo che sia emblematico di alcune gravi storture che danneggiano il dibattito e la crescita della nostra città. Ho deciso di non scrivere da sindaco, ma da cittadino angrese – credo di averne ancora il diritto – da uomo di questo territorio, da persona che in questa comunità ha visto svolgersi la gran parte della sua esistenza, sia politica che personale. Il motivo di questa scelta è semplice: quanto è successo non riguarda in alcun modo l'amministrazione comunale. Un dato verificabile e oggettivo, che avrebbero capito tutti se non ci fosse stata un'efficace strategia di disinformazione. Un dato evidente che è stato abilmente nascosto da chi aveva interesse a tirare il governo cittadino per la giacca. I primi titoli dati alla notizia della lite giudiziaria tra l'avvocato del Comune di Angri e il mensile Angri '80 hanno sapientemente preso in giro la cittadinanza, attribuendo all'ente o addirittura alla mia persona la responsabilità dell'azione nei confronti della testata. E allora forse chiarire, ancora un volta, è necessario: la richiesta di risarcimento contro Angri '80 è stata avanzata dall'avv. Antonio Pentangelo, dipendente del Comune di Angri, che si è sentito leso da alcuni articoli del mensile. L'amministrazione comunale non c'entra. Chiariamo un'altra cosa importante. Dalla costituzione della UOC Avvocatura, l'avv. Pentangelo si è reso protagonista del conseguimento di alcuni obiettivi vitali, non solo per l'amministrazione, ma soprattutto per la comunità angrese. Se dopo decenni siamo riusciti ad avviare le procedure di consegna dei 139 alloggi è anche merito suo. Se siamo riusciti a risparmiare decine di migliaia di euro di incarichi agli avvocati esterni, che spesso non si presentavano nemmeno alle udienze facendo condannare il Comune in contumacia, è anche merito suo. Se siamo riusciti a costruire una banca dati del contenzioso, alleggerendo l'Ente da una quantità infinita di debiti fuori bilancio e liti pendenti, è anche merito suo. Se siamo riusciti ad avere una mappa dei beni comunali che comportano solo costi e non producono benefici alla comunità, avviando gli iter per la dismissione, è anche merito suo. All'avvocato Pentangelo, valorizzato da questa amministrazione e sempre spronato dal sottoscritto a dare tutto se stesso nell'interesse di Angri, l'intera cittadinanza dovrebbe esprimere un sentito ringraziamento. E a lui va tutta la mia solidarietà in questo momento. Come dicevo, consapevoli dei meriti e delle capacità professionali dell'avv. Pentangelo, alcuni soggetti hanno cercato di deviare l'attenzione dei cittadini dalla lite Pentangelo-Angri '80 facendola passare per una lite Mauri-Stampa. Un partito, dalla forte tradizione giustizialista, ha persino avanzato l'idea che l'amministrazione avrebbe dovuto far desistere l'avvocato dall'adire le vie legali. In pratica, secondo alcuni, avrei dovuto usare il peso politico della mia carica per condizionare una libera scelta di un lavoratore del Comune. E meno male che questi signori si dicono di sinistra! Un opinionista, dal canto suo, ha persino suggerito che in realtà, dietro l'azione di Pentangelo, ci sia la mano dell'amministrazione. Un'ulteriore offesa ad un professionista dalla forte personalità, che in questo modo viene dipinto come un burattino nelle mani del potente di turno. Ho proprio l'impressione che questo spiacevole caso non solo non abbia insegnato nulla a chi continua a soffiare sul fuoco, ma stia facendo addirittura venire a galla tutti i mali della nostra comunità. Siccome sono notoriamente un combattente, non mi astengo da entrare nel merito della diatriba. Chi abbia torto e chi ragione lo stabilirà il giudice, o anche una stretta di mano se i contendenti vorranno risolvere così la disputa. Ciò che mi preme sottolineare è che, leggendo la pelosa solidarietà espressa da alcuni soggetti ad Angri '80 e osservando l'atteggiamento di alcuni operatori dell'informazione in questi anni, sembra esserci un doppia morale in azione: se un politico o un funzionario sbaglia è giusto evidenziare gli errori e appellarsi alle autorità competenti per ottenere giustizia; se a sbagliare è chi evidenzia gli errori altrui, è vietato rettificare, rispondere o appellarsi alla giustizia. Se non a costo di passare per illiberale e antidemocratico. Io sono convinto che, così come l'avvocato Pentangelo ha i suoi meriti, anche Angri '80 abbia i suoi. La stima che ho sempre avuto per il dott. Luigi D'Antuono, da sempre guida del mensile, è nota e ci ha portati persino a correre assieme alle elezioni del 2007. Attualmente egli ha liberamente scelto di fare politica di opposizione, concentrandosi sugli errori dell'amministrazione e tralasciando sistematicamente gli obiettivi raggiunti e le azioni positive. Su questo non discuto, ognuno può decidere in autonomia i metodi di espressione delle proprie opinioni. Faccio solo notare che l'amministrazione che guido è stata la prima a pubblicare, per programma elettorale prima e per obblighi normativi poi, tutti gli atti che produce. In questo contesto, è facile applicarsi alla caccia all'errore. Chi opera sbaglia e, se l'operato è pubblico, l'errore è facilmente individuabile. E visto che non siamo i soli ad operare, sarebbe stato facile avviare parimenti la caccia all'errore anche sugli atti adottati dalle amministrazioni precedenti, anche da quelle in cui il dott. D'Antuono ha avuto ruoli di primo piano. Se non mi sono mai abbassato a questo livello, è solo perché ritengo che la città di Angri non ha bisogno né di vendette né di risse. Angri ha bisogno di persone responsabili che lavorino sodo, anche sbagliando, per dare risposte concrete alla cittadinanza. Io credo che chi ha competenze acclarate nel campo amministrativo possa essere d'aiuto alla comunità in cui risiede se e solo se le utilizza in maniera propositiva e pacata. E mai rifiuterò l'aiuto di un cittadino nel momento in cui lo proponesse. Se invece le competenze vengono utilizzate solo a fini personali o di contrapposizione politica – scelta legittima ma che non condivido – penso che Angri perderà ancora molte occasioni per crescere e per creare un clima di rispetto reciproco tra tutti gli attori della sua vita pubblica. Pasquale Mauri Cittadino di Angri

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