Traffico in tilt nelle principali strade cittadine

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Continuano gli atavici disagi in Corso Vittorio Emanuele, che hanno come oggetto principalmente l’incolumità pubblica non solo degli abitanti di quella zona, ma anche di chiunque attraversi a piedi quel tratto.

A peggiorare lo stato delle cose, inoltre, c’è da considerare anche che Corso Vittorio Emanuele è divisa da un passaggio a livello senza custode.

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Le sbarre sono continuamente oggetto di interventi di ripristino per danneggiamenti subiti a causa del continuo passaggio di autocarri. Difatti nei pressi della strada ferrata c'è un'azienda conserviera, che per il regolare svolgimento dell'attività si avvale, ovviamente, di autoarticolati.

La presenza di questi mezzi pesanti, e il conseguente timore per la pubblica sicurezza, quando il passaggio a livello è chiuso, è stato più volte fatto oggetto di protesta da parte dei residenti che hanno più volte denunciato un generale stato di invivibilità.

L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pasquale Mauri, ha più volte tentato di adottare provvedimenti in quella zona, per andare in contro alle esigenze dei residenti, per placare gli annosi disagi, e per scongiurare pericoli che derivano da scarse condizioni di sicurezza.

In particolare con l’ordinanza 238/2012, sottoscritta dal maggiore Anna Galasso, responsabile uoc polizia locale, è stato istituito il divieto di sosta e fermata, vigente ventiquattrore su ventiquattro, con rimozione su entrambi i lati, in Corso Vittorio Emanuele, nel tratto compreso tra l’intersezione con la prima traversa ferroviaria e fino all’intersezione con via Nazionale.

Quest’ordinanza, che trova il consenso positivo da parte degli abitanti di Corso Vittorio Emanuele, nasce soprattutto in considerazione della circostanza che in quella strada vige il doppio senso di marcia per autocarri. È agevole dedurre i problemi di viabilità e di sicurezza che questa situazione comporta su un Corso che non è eccessivamente ampio e spazioso. In generale il problema traffico è molto serio. Maria Paola Iovino

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