Ferraioli: “altro schiaffo al governo Mauri, la Corte dei Conti richiama l’ente”

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riceviamo e pubblichiamo – E stavolta lo schiaffo è ancor più sonoro e doloroso di quello appioppato dal TAR, che ha imposto il ritorno di Arturo Sorrentino alla Presidenza del Consiglio Comunale. Veniamo ai fatti. L’ultimo consiglio comunale è stato interessante per due motivi. Il primo, giustamente enfatizzato dagli organi di informazione, riguarda la scomparsa del PdL dal civico consesso, visto che l’ex Capogruppo D’Antuono anche a nome dei consiglieri Annarumma e Giordano, ha dichiarato di non appartenere più al PdL e di aver costituito un gruppo, per il momento, indipendente. Certo che l’abbandono della nave è sempre la soluzione più conveniente nei momenti di dissoluzione delle forze politiche di appartenenza. Anche perché è la premessa indispensabile per salire su un’altra nave.

L’altro motivo è direttamente collegato ai punti all’ordine del giorno relativi alla salvaguardia degli equilibri di bilancio ed all’approvazione dell’assestamento di bilancio, i quali sono stati approvati nell’ultimo giorno utile e senza aver preliminarmente approvato il rendiconto dell’anno 2011, per la cui ratifica non a caso la legge stabilisce il termine del 30 aprile. Ma come è possibile che un’Amministrazione la quale, a detta dello stesso Sindaco, è la migliore di sempre ed è quella che tutti vogliono imitare (!!!), non abbia approvato, per la terza volta in tre anni, il rendiconto dell’esercizio dell’anno precedente non solo nei termini previsti e neanche dopo, né tantomeno prima dell’approvazione della salvaguardia e dell’assestamento.

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La negativa performance della Giunta Mauri non è sfuggita alla magistratura contabile, la Corte dei Conti, che ha recentemente emesso una pronuncia (sentenza), la n. 281/2012, con la quale ha censurato il Comune di Angri per non aver approvato nei termini il rendiconto 2009. La decisione è stata assunta nonostante le giustificazioni addotte dalla nostra Amministrazione e nonostante l’impegno da essa assunto, “ad assicurare, per il prosieguo, il rispetto di tutte le scadenze contabili”. Nel merito, la sentenza della Corte dei Conti, dopo aver, tra l’altro, rilevato che l’approvazione del rendiconto dell’anno precedente oltre i termini di legge reca pregiudizio al buon andamento della gestione dell’ente e alla trasparenza dell’azione amministrativa nel suo complesso, sottolinea la gravità del comportamento inadempiente tenuto dall’Amministrazione, reso ancor più riprovevole dal fatto che esso è stato reiterato negli anni, per cui, già di per se stesso, configura gli estremi della grave irregolarità contabile, la quale, di fatto, compromette il perseguimento delle finalità di una sana gestione finanziaria e, in particolare, gli equilibri di bilancio.

La Corte dei Conti, pertanto, intima al Comune di Angri a porre “in essere tempestivamente tutti i rimedi atti a ricondurre la contabilità dell’Ente, sulla scorta del contenuto del rendiconto tardivamente approvato, nell’alveo delle cogenti prescrizioni normative”, avendo, altresì, cura di assicurare, per il futuro “il rispetto dei termini per l’esecuzione dell’adempimento in questione, onde evitare sia l’esercizio di poteri sostitutivi, sia, comunque, ulteriori violazioni di obblighi di legge suscettibili di arrecare pregiudizio all’Ente e alla comunità amministrata”.

Allora, invece di portare fantasmi in un Castello violato, peraltro proposti e gestiti dall’onnipotente, pardon, onnipresente Assessore ai servizi sociali Annamaria Russo (nonostante che l’evento non rientrasse neanche nelle sue competenze), invece di spendere 27.000 Euro per addobbi natalizi e amenità varie, non è forse più urgente e saggio provvedere a mettere in ordine, per quanto ancora possibile, i conti del nostro Comune?

C’è però un ulteriore aspetto dell’intera vicenda che è ancora più inquietante: la pronuncia della Corte dei Conti è stata inviata, in primis, al Presidente del Consiglio comunale di Angri affinché lo stesso ne desse sollecita comunicazione allo stesso Consiglio per l’adozione delle necessarie misure correttive. Poiché la pronuncia della Corte dei Conti è pervenuta al Comune il 23 novembre, ben prima della convocazione del Consiglio Comunale, vuol dire che qualcuno (?) nel palazzo ha deciso, invece, in spregio alla correttezza istituzionale ed in sfregio al Presidente del Consiglio ed a tutti i Consiglieri (di minoranza e, soprattutto, paradossalmente, di maggioranza) di non notificare la sentenza prima del Consiglio Comunale, che, guarda caso, doveva proprio votare il riequilibrio dei conti e l’assestamento di bilancio.

L’episodio, nella sua evidente gravità, rappresenta benissimo il disprezzo, ancora una volta manifestato, per le istituzioni democratiche e per le norme che garantiscono la corretta e trasparente gestione amministrativa e contabile di una comunità. E quello che ritengo essere ancora più grave è l’assordante silenzio delle forze politiche, rappresentate e non in Consiglio Comunale, rispetto ad una modalità di gestione della cosa pubblica tale da far impallidire anche la peggiore Repubblica delle Banane. Cosimo Ferraioli Capogruppo PD-Centrosinistra

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