Caso Soget si allarga l’inchiesta, nel mirino anche due assessori

0

Si allarga l’inchiesta sulla corruzione che coinvolge il sindaco Pasquale Mauri e la Soget per lo scambio tra l’assunzione del figlio del primo cittadino e un affido diretto. Ai due indagati attuali, sindaco e legale rappresentante della società, Maria Piccoli, potrebbero aggiungersi altre responsabilità.

Presto gli inquirenti potrebbero sentire altri coinvolti, sulla base di nuovi sviluppi emersi dal confronto in procura la scorsa settimana tra il denunciante, Antonio D’Ambrosio, e il caposettore ragioneria, Gerardo La Mura. In particolare è spuntato un incontro in un ufficio comunale alla presenza di due assessori, due funzionari e un rappresentante della Soget.

-Ads-

La circostanza è la stessa della convocazione del caposettore La Mura da parte di Mauri, con altre persone – circostanza finora sempre smentita – a conoscenza dell’accordo capestro. Secondo la versione emersa dal faccia a faccia D’Ambrosio-La Mura, concordanti dopo iniziali vuoti di memoria del funzionario, era il 26 ottobre 2011 quando arrivò la “chiamata” del funzionario per la preparazione della pratica di affido.

Questi dettagli fondamentali potrebbero spalancare nuovi scenari, trasformando un’inchiesta inizialmente limitata al sindaco e alla Piccoli, in un ampio spaccato politico-amministrativo.

Molto probabilmente già da domani la procura potrebbe convocare i presenti all’incontro per ricostruire l’effettiva conoscenza della notizia da parte dei consiglieri comunali. Certamente l’opposizione sapeva, avendo sollevato con forza la questione,

Ma la maggioranza? Gli uomini fedeli a Mauri sapevano, e, soprattutto, approvavano? Sono domande alle quali dovrà rispondere il sostituto procuratore Roberto Lenza, che coordina l’inchiesta fin dall’aprile scorso, quando il nome del sindaco fu iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di corruzione aggravata dal ruolo di pubblico ufficiale, per l’assunzione del figlio presso la Soget. Mauri negò, ridimensionò, smentì.

Intanto il figlio si dimise tra le polemiche. Poi il sindaco, raggiunto da richiesta di misura cautelare ai domiciliari, respinta dal gip , provò a farsi sentire. Nel frattempo la procura aveva acquisito quanto predisposto da La Mura, messo a capo del settore ragioneria fino al completamento della pratica.

Lo stesso funzionario che avrebbe ammesso particolari importanti, comprese le fortissime perplessità di fronte a quella pratica, sottoposta a pareri legali di esperti amministrativi. Probabilmente La Mura voleva dissociarsi. Poi arrivò la denuncia in procura del cittadino-attivista Antonio D’Ambrosio. Alfonso T.Guerritore (fonte: LaCittà)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here