Soget, il figlio di Mauri si dimette ma resta l’ipotesi di corruzione per il sindaco

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Dopo una fase di stallo nuovi elementi caratterizzano l’inchiesta della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore in merito al caso “Soget” che vede il primo cittadino doriano, Pasquale Mauri, al centro dell’inchiesta.

Il figlio del sindaco, Roberto, avrebbe prestato servizio presso la società abruzzese che ha ricevuto nell’autunno del 2011 l’incarico al recupero crediti della Trasu e dell’Ici per conto del Comune di Angri.

Un caso singolare che ha stuzzicato la curiosità prima delle compagini politiche di opposizione e successivamente degli organi giudiziari che nei mesi scorsi hanno recapitato un avviso di garanzia a Pasquale Mauri.

Il reato contestato è di corruzione aggravata. Le documentazioni acquisite con il lavoro di riscontro effettuato dagli uomini della sezione Pg della procura riguardano nello specifico i rapporti lavorativi del figlio del primo cittadino con la Soget, società che si occupa di evasione tributi comunali, ma non solo.

Da quell’assunzione-stage, sempre ridimensionata da Mauri, gli inquirenti hanno ricostruito un episodio di interesse privato. Perché quell’assunzione, indipendentemente dalla durata, avvenne presso la stessa società incaricata dell’accertamento tributario dell’ente comune di Angri, guidata dal sindaco.

La Soget era risultata vincitrice del servizio con una procedura molto discussa, a suo tempo sotto il tiro dell’opposizione, che mai ha messo da parte bordate alla gestione di Mauri.

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