Assistenza domiciliare ridimensionata. Nel mirino l’assessore Russo

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Ci sono momenti di incertezza e tensione per i familiari degli aventi diritto all’assistenza domiciliare. E’ quell’assistenza fornita dai comuni e dal piano di zona e non a quella sanitaria erogata dall’Asl. Dal 31 dicembre scorso sono fermi i contributi che la Regione stanziava ai comuni, attraverso il piano di zona, per i portatori di gravi patologie fisiche e psichiche. Sullo sfondo anche una denuncia: lo scorso mese di febbraio Vincenzo La Femina ha presentato alla Procura un esposto contro la citata sospensione del servizio.

Nel mese di marzo, a seguito di un incontro con il settore comunale dei servizi sociali, l’assessore Annamaria Russo ha manifestato la volontà politica di sostenere, nonostante i tagli, gli undici casi più gravi, presenti ad Angri, attraverso l’erogazione di vaucher da consegnare alle cooperative che svolgono servizi di assistenza domiciliare.

Il tutto, però, in assenza di una precisa disciplina di programmazione e regolamentazione, tant’è che alcuni cittadini, beneficiari, del servizio temono per l’immediato futuro, lamentando molta incertezza sul punto. Inoltre continua il malcontento da parte di chi, dopo i tagli regionali, non usufruisce più del servizio. «Per i familiari di persone con malattie gravi il servizio di assistenza è fondamentale, -spiega Gianni D'Acunzo- perché non possono essere mai lasciate sole, e quindi anche andare a fare la spesa quotidiana diventa un’impresa. Non voglio fare demagogia, ma ci sono altri comuni, anche limitrofi ad Angri, che hanno provveduto al tutta l’adi del proprio territorio. I problemi dei malati, in periodi di crisi, dovrebbero essere prioritari rispetto ad altre iniziative dell’amministrazione ».

Su questa delicata tematica l’assessore al ramo fornisce delucidazioni, e rassicura i cittadini sul fatto che prima della scadenza dei precedenti vaucher, gli uffici comunali provvederanno ad erogare i nuovi per il mese di aprile. «Ho riattivato il servizio per i casi più gravi, -spiega l’assessore Russo- e con un delicato quadro economico. Noi ci siamo assunti quest’onere fino a quando la Regione non stanzierà di nuovo i fondi. Capisco le ansie dei cittadini, ma li voglio tranquillizzare perché all’interno della programmazione del 2012 abbiamo inserito anche la previsione dell’assistenza domiciliare integrata».

Spiega l’assessore: «Ci siamo assunti una grande responsabilità, oltre le nostre competenze, per i nostri cittadini, frutto di una volontà politica, perché se i fondi regionali non arriveranno più sarà il comune a far fronte al costo del servizio». Maria Paola Iovino

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