Beni confiscati, la soddisfazione di prefetto e questore

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A due mesi dalla conferenza di presentazione dei progetti e delle iniziative dell’associazione Futuro Onlus, ieri mattina si è tenuta la cerimonia dell’inizio dei lavori di ristrutturazione dell’immobile confiscato in via Torretta ad Angri e riconducibile al disciolto clan Tempesta. E’ stato Edmondo Cirielli, presidente della Provincia, a dare il via all’opera.

La cerimonia è stata introdotta da una conferenza, moderata dalla giornalista de "la Cittá", Maria Paola Iovino, alla quale, accanto al presidente Cirielli, hanno preso parte Roberto Tortora, presidente di Futuro Onlus; Salvatore Campitiello, consigliere nazionale dell’ordine dei giornalisti; Alba De Felice, presidente onorario Ami Salerno; Antonio Squillante, delegato provinciale alla legalitá e ai rapporti con le forze dell’ordine e le forze armate; Gianfranco Izzo, procuratore al tribunale di Nocera Inferiore; Amedeo Sessa, magistrato di Cassazione; Gianfranco D’Antonio, vicesindaco di Angri; Nunzio Carpentieri, assessore provinciale all’edilizia scolastica. Fondamentale, nel segno della lotta alla criminalitá organizzata, è stato l’intervento del prefetto, Ezio Monaco, e del questore di Salerno, Antonio De Jesu.

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«Vorrei che di queste manifestazioni ce ne fossero tante – ha affermato Monaco – perché si tratta di uno dei modi migliori per dire alle persone cosa fanno le istituzioni, che hanno come compito fondamentale quello della sicurezza e della giustizia. Queste cerimonie sono essenziali per la tenuta della democrazia, ed esprimono come, in un contesto di cooperazione e collaborazione, si possano realizzare delle iniziative che valgono veramente».

La conclusione è stata di Cirielli: «Oggi dimostriamo che lo Stato c’è e lavora incessantemente per contrastare le organizzazioni criminali. Con la posa della prima pietra, oggi testimoniamo che lo Stato è forte. Infatti la cosa che più fa male ai criminali, prima della galera, è proprio la confisca economica, l’attacco al loro patrimonio, che è lo scopo della loro vita, che intendono raggiungere praticando l’illegalitá».

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