Caso Soget, il PD precisa sulle affermazioni di Scoppa

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Dopo la pubblicazione del comunicato del consigliere Alfonso Scoppa mi viene spontaneo rispondere che le spese di giudizio saranno a carico della spa SO.G.E.T. è vero ma solo in parte, per i ricorsi proposti dalle aziende conserviere al TAR il Comune ha dovuto costituirsi in giudizio affidando l’incarico ad un legale esterno, ci saranno quindi le prime spese di consulenza legale che dovrà sostenere il Comune ( con soldi pubblici) e in caso di soccombenza dell’Ente ci saranno le spese di giudizio ed eventuali risarcimenti. Inoltre come si può affermare con tanta semplicità che: “ se la SO.G.E.T. dovesse risultare sempre soccombente non ci sarebbe per la collettività il danno derivante dal pagamento delle spese di giudizio”.

Il danno ci sarà, eccome, perché la soccombenza reiterata della SO.G.E.T. significherà mancato incasso per il comune di Angri la cui attuale amministrazione ha già inserito nell’attivo dell’assestamento di bilancio le entrate che dovrebbero derivare dagli accertamenti della SO.G.E.T. Giustamente prima di cominciare un contenzioso è bene avvalersi di istituti di diritto tributario garantiti dal nostro ordinamento giuridico, quali accertamento con adesione (possibilità di prorogare i termini per ricorrere di 90 gg) autotutela ecc. per raggiungere accordi con l’ente, ma come si possono raggiungere accordi con l’ente se chi sta gestendo la riscossione è la SO.G.E.T. s.p.a, e quindi l’interlocutore è quest’ultima e non l’Ente e per quanto ho potuto constatare personalmente è alquanto sorda alle motivazioni indicate sia in autotutela che in istanza di accertamento con adesione, costringendo i cittadini a fare una valutazione tra: il sostenere le spese per ricorrere o il pagamento dell’atto anche se ingiusto.

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Non ci si può affidare continuamente alla pazienza dei cittadini che oltre tutto in questo periodo stanno vivendo un particolare disagio e hanno difficoltà a far valere i propri diritti; già è un’ ingiustizia far pagare la TARSU sulla superficie dell’immobile, dato che a produrre rifiuti non è l’immobile in quanto tale ma piuttosto gli occupanti a secondo del numero, (secondo me si potrebbe adottare il sistema scelto dal Comune di Salerno, il quale ha fatto una scelta intermedia tra TARSU E TIA, passando alla Tarsu con metodo c.d. “normalizzato” la struttura del prelievo è quasi analoga a quella della TIA), speculare poi sulle piccole differenze di metri dichiarati, anzi, per lo più accertati dal Comune stesso negli anni precedenti, mi sembra esagerato.

E’ giusto invece combattere l’evasione, soprattutto, quella totale partendo da un sistema informativo territoriale con banca dati unificata che porterebbe ad un notevole recupero di nuove risorse e ampliamento della base imponibile, permettendo così di ridurre le tariffe. Al più presto bisogna far chiarezza e dare delle risposte certe, far cessare tutta la confusione che si è creata. Segretario PD Antonietta Giordano

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