Appalto mensa, i dubbi di Ferraioli e l’ombra della magistratura

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Dopo la conclusione della gara della mensa, le opposizioni attaccano. E’ il leader del Pd, Cosimo Ferraioli, a formulare una serie di interrogativi al sindaco Mauri. «Tra gli atti che mi sono stati dati ufficialmente dal Comune c’è una gravissima discordanza di documenti, -incalza il consigliere Ferraioli- in particolare c’è una determina che riporta all’interno due disciplinari di gara diversi: uno riporta 40 e 60, e un’altra riporta 30 e 70, in termini di ribasso e di qualità».

Ancora Ferraioli: «Chi l’ha fatta questa modifica? Quando è stata fatta? Perché? Parlo sulla base di documenti, e mi aspetto risposte dettagliate e precise». Ferraioli fa riferimento, quindi, all’ormai famosa determina d’indizione della gara. «Come fa un atto pubblico –continua il capogruppo del Pd- ad avere lo stesso numero di protocollo e due contenuti differenti? E poi perché un responsabile approva gli atti di gara e un altro la aggiudica? Spero che il sindaco non mi risponda accusandomi di gettare fango o di fare illazioni perché non è così, e poi sollevo le mie obiezioni sulla base di atti e non di opinioni».

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Ancora Ferraioli: «Da funzionario pubblico, in tredici anni, non ho mai visto situazioni analoghe, allora gli chiedo di chiedere alla commissione di gara gli opportuni chiarimenti sul punto. Mauri non ci ha mai risposto, perché sosteneva che durante la gara già solo parlarne poteva costituire un reato. Ora la gara è terminata, ed sono stati dati soltanto tre. Inoltre sul verbale di aggiudicazione della gara non c’è scritto quasi niente: non c’è l’importo complessivo dell’appalto, né la graduatoria, e nemmeno, di conseguenza, chi ha fatto il secondo, il terzo, o il quarto».

Insomma, Ferraioli mette in rilievo irregolarità gravissime e sostiene ancora: «Non è sufficiente, a mio avviso, richiamare gli altri verbali, bisogna fare la graduatoria, con i rispettivi punteggi». In effetti il sindaco, così come evidenzia anche Ferraioli, non ha fornito risposte sul punto, non perché voleva tirarsi indietro, ma perché aveva il timore che si sarebbe potuta creare una turbativa d’asta, durante lo svolgimento di una gara.

Su questo argomento il sindaco, interrogato sul punto, in consiglio comunale, ha già chiarito che la responsabilità gestionale è dei responsabili dei procedimenti, che si assumono la responsabilità patrimoniale, penale e amministrativa. «C’è stata una legge, infatti, -ha detto Mauri- che ha separato le funzioni della politica rispetto a quelle dei dipendenti comunali». Una cosa sembra comunque certa: a questo punto sulla gara potrebbe intervenire anche la magistratura.   Maria Paola Iovino (fonte: lacittà)

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