La vicenda Soget approda in Procura

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L'affaire Soget è finito in Procura. Ad essere ascoltato per diverse ore è stato un cittadino A.D.A. L'audizione è avvenuta qualche giorno fa e potrebbe richiamare le attenzioni dei magistrati sull'intera vicenda. Per ora si tratta solo di una fase conoscitiva. L'utente, non nuovo a queste forme di denuncia, ha scritto alla Procura della Repubblica inviando una corposa documentazione con cui ha sollevato dubbi sulla legittimità dell'affidamento da parte dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Pasquale Mauri alla società pescarese.

Una scelta compiuta dalla giunta e difesa da tutta la maggioranza. Una vicenda che già da tempo ha innescato forti polemiche e perplessità, richiamando a più riprese anche le attenzioni delle opposizioni consilairi. La Soget ha ricevuto mandato, infatti, di compiere un'attività di accertamento in merito all'Ici ed alla Tarsu.

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Sullo sfondo decine di milioni di euro considerato che le annualità in esame sono cinque e vanno dal 2006 al 2011. Nelle intenzioni di Palazzo di Città c'è l'obiettivo di incamerare più di otto milioni di euro già riportati in bilancio.

Tutto però potrebbe essere vanificato se si dovesse appurare che la procedura adottata non ha rispettato quanto previsto dall'attuale normativa in materia di appalti pubblici.

L'amministrazione ha esteso, infatti, un rapporto già in essere con riguardo ai tributi minori affidando il servizio direttamente alla Soget senza procedere con un bando pubblico.

Con ciò, secondo quanto esposto, contravvenendo sia allo Statuto comunale che attribuisce al Consiglio comunale tale decisione, che al Codice dei contratti pubblici.

Proprio la mancata emanzione di un bando ha innescato critiche e polemiche sino al coinvolgimento della Procura. Alla società abruzzese è stato, poi, garantito anche un agio pari al venticinque per cento di quanto incassato. Ora, la questione potrebbe spostarsi dal piano politico ed amministrativo a quello giudizario.

Una valutazione che dovrà essere compiuta dalla magistratura se, dall'eventuale ulteriore esame dei documenti, dovessero emergere anomalie tali da indurre ad approfondire la vicenda. Dal canto suo l'amministrazione comunale potrebbe correre ai ripari revocando l'affidamento, annullando gli accertamenti recapitati ed emanando un bando pubblico.

Una scelta in autotutela che se da un lato sonfesserebbe quanto sin qui compiuto, dall'altro potrebbe evitare ulteriori più gravi complicazioni. Pippo Della Corte

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