I dubbi sulla Soget e sul bilancio dell’ente

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Dopo mesi di appoggio esterno da “consigliere responsabile”, Marcello Ferrara ha ufficializzato in consiglio comunale la sua adesione alla maggioranza: l’Amministrazione comunale di Angri capeggiata dal sindaco Pasquale Mauri può ora contare stabilmente sull’undicesimo e determinante voto per proseguire la legislatura.

E’ questo il colpo di scena finale di un consiglio comunale, quello andato in scena mercoledì sera e protrattosi fino all’una passata per discutere soltanto tre degli otto punti all’ordine del giorno, che ha confermato i forti contrasti personali tra le parti che troppo spesso trascendono, con il risultato che su ogni punto all’ordine del giorno le repliche e le puntualizzazioni allungano oltre ogni misura i tempi del dibattito.

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E’ successo anche per la variazione di assestamento generale del bilancio di previsione dell’esercizio finanziario 2011: circa quattro ore di discussione, partendo dai dati illustrati dall’assessore alle finanze Giacomo Sorrentino, che ha elencato le entrate previste di circa 8 milioni di euro dagli accertamenti della So.get per il recupero dell’evasione di Ici e Tarsu, vincolati all’effettivo incasso che in totale (compresi quelli in fase di notifica) si aggira sui 14 milioni di euro.

Dubbi sono stati sollevati dai capigruppo del Pd, Cosimo Ferraioli, e del Pdl, Antonio Squillante, sulla procedura di riscossione e sull’effettiva esigibilità delle somme, e la discussione ha poi preso la piega ormai solita delle offese personali, con preannuncio finale di querela del sindaco Mauri a Squillante, definito un “sobillatore di masse”.

“Ci chiedete di votare un assestamento che sembra un elettrocardiogramma, in cui le somme si aggiungono e si sottraggono senza una logica -ammette Squillante- basta citare le spese per la gestione dei parcheggi, che dalla somma iniziale di 198mila euro ha visto prima sottratti 75mila euro e poi aggiunti 55mila euro, ed i compensi a sindaco, giunta e commissioni consiliari, con l’aggiunta di 38mila euro ai 116mila previsti ad inizio anno!”.

L’assestamento passa con undici voti a favore, così come la seconda votazione per la modifica dell’articolo 11 dello Statuto per la sostituzione del presidente del consiglio, che funge da spunto per un duro scontro tra il consigliere degli “Indipendenti” Emilio Testa e Ferrara, che in chiusura di seduta annuncia il pieno sostegno alla maggioranza, e l’intenzione di non ricoprire il ruolo di prossimo presidente del consiglio al posto del dissidente Arturo Sorrentino, passato all’opposizione. Con l’uscita di scena di Ferrara, il papabile a sostituire Sorrentino diventa Daniele Selvino.   Francesco Rossi

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