Cambio del presidente, una sentenza potrebbe blindare Sorrentino

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Cambio del presidente del consiglio ad Angri con la modifica dell’articolo 11 dello Statuto comunale, c’è una sentenza del Tar che gli “Indipendenti per Angri” prendono ad esempio per sottolineare l’illegittimità dell’atto che il consiglio comunale stasera si appresta ad approvare. L’atto è la proposta di modifica dell’articolo 11 dello Statuto che la maggioranza consiliare, guidata dal sindaco Pasquale Mauri, porta stasera in aula (alle 20 nella sala parrocchiale della Chiesa Madonna delle Grazie) per sostituire il presidente del consiglio “dissidente” Arturo Sorrentino, passato all’opposizione con gli “Indipendenti per Angri”.

Proposta che prevede, al punto 7 dell’articolo 11, che “Il Presidente e il Vice Presidente possono essere revocati dalla carica, in qualsiasi momento, con provvedimento del consiglio comunale, adottato a maggioranza assoluta dei propri componenti, su richiesta espressa da 1/3 dei consiglieri”, e che “Il Presidente dura circa un biennio. Con lo stesso provvedimento, la medesima procedura e per la stessa durata in carica, è eletto il Vice Presidente”.

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Un provvedimento che l’opposizione ritiene “cucito su misura” per sostituire Sorrentino col consigliere “responsabile” Marcello Ferrara, sempre più ago della bilancia in consiglio.

A scuotere la vigilia dell’assemblea, è il consigliere degli indipendenti Emilio Testa, che bolla l’atto come “illegittimo” rifacendosi ad una sentenza del Tar (Seconda sezione di Salerno) dell’11 gennaio 2006 (presidente Luigi Esposito), che ha annullato il provvedimento adottato dall’Amministrazione comunale di Mercato San Severino.

Ritenendo fondato il ricorso del presidente sostituito Salvatore Iannone, che chiedeva l’annullamento “della deliberazione n. 3 dell’8 luglio 2005 di modifica del Regolamento per l’organizzazione ed il funzionamento del consiglio, nella parte in cui la durata del mandato di Presidente e Vice Presidente del consiglio è stata mutata da “un tempo pari alla durata del mandato elettivo del consiglio” ad “un anno”, e delle conseguenti nomine del Presidente, Giuseppe Perozziello, e del Vice Presidente, Aniello Salvati.

Il Tar ha dato ragione a Iannone, ravvisando elementi di “eccesso di potere ed illegittimità derivata”, e ritenendo fondate la durata dell’incarico “pari al mandato elettivo del consiglio comunale (5 anni)” ed “il mutamento regolamentare in contrasto con il principio di neutralità e di garanzia che connota la funzione di presidente del consiglio”.  Francesco Rossi

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