Nova Luce: un consiglio comunale senza indirizzo e senza controllo

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Il consiglio comunale lampo dello scorso 17 ottobre sta velocemente accendendo un aspro dibattito politico in città: nelle prossime ore, molto probabilmente, maggioranza ed opposizioni si daranno battaglia a colpi di comunicati stampa ricchi di parole pesanti.

A noi di Nova Luce non interessa partecipare alla zuffa (per ora solo verbale, per fortuna) in un clima politico-sociale molto pesante, ma, piuttosto, riteniamo opportuno indurre la cittadinanza a riflettere sul significato dell’avvenimento.

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Ebbene, lo scorso lunedì si teneva un consiglio comunale di una certa importanza: si doveva approvare una variazione al bilancio d’esercizio. Un punto particolarmente delicato perché al bilancio è legata qualsiasi possibilità, da parte dell’amministrazione comunale, di prendere decisioni e quindi di concretizzare tutto ciò che è stato promesso.

Si badi bene che quando parliamo di promesse non ci riferiamo unicamente a ciò che l’attuale sindaco ha detto sui palchi e sulle tribune dell’ultima campagna elettorale, ovvero di opere e di azioni che, a suo dire, dovrebbero rilanciare Angri.

Ci riferiamo soprattutto a quelle promesse non fatte in pubblico, nei comizi, su giornali e tv, ma nel privato delle stanze del palazzo di città. Promesse importanti, assolutamente da mantenere, necessarie per mantenere a galla una maggioranza molto risicata che si regge per un voto grazie a consiglieri provenienti da coalizioni di opposizione.

Siamo maturi e vaccinati per affermare senza remora che generalmente si passa dall’opposizione alla maggioranza non perché il sindaco è bello e bravo, ma per qualcosa di più consistente: Angri non fa eccezione.

Lo sa benissimo la compagine mauriana. Lo sa altrettanto bene l’opposizione. Era scontato che, con o senza opposizione in aula, la variazione di bilancio venisse approvata grazie al fondamentale appoggio dei “Responsabili” o, meglio, degli “Scilipoti” del parlamentino comunale.

Era scontato che la maggioranza avesse la seria intenzione di liquidare in tutta fretta la faccenda. Ci chiediamo: che intenzioni avevano le opposizioni? In situazioni del genere la strategia politica suggerisce di fare il cosiddetto ostruzionismo o, almeno, di recarsi in consiglio comunale e di esprimere ai presenti e alle telecamere le ragioni del disappunto: ce ne sarebbero state tante e pure ben motivate.

Ma, mentre gli esponenti di minoranza temporeggiavano e sembravano voler rievocare la separazione dell’Aventino, l’abile compagine mauriana ha in poco più di cinque minuti letto, votato, approvato e fatto mettere a verbale i più spinosi punti di discussione, producendo lo stesso effetto che si ha su un monitor quando si avvolge in avanti il nastro di una videocassetta.

Speriamo, almeno, che questa variazione di bilancio lasci qualcosa di buono anche per noi cittadini che, a quanto pare, non possiamo consolarci nemmeno contando su un’opposizione consiliare attiva e presente. Ci auguriamo che questo sia solo un isolato e spiacevole episodio della storia politica angrese e che le organizzazioni politiche e partitiche tutte si rivitalizzino.

E’ necessario parlare ed ascoltare da vicino i cittadini perché sappiano scegliere chi si propone per rappresentarli. Non bisogna dimenticare, infatti, che il consiglio comunale ha una funzione importantissima: è organo di indirizzo e controllo dell’attività amministrativa dell’ente Comune. Non può esistere un indirizzo senza controllo. Non può esistere un controllo senza indirizzo. Ad Angri, invece, il consiglio comunale ha dimostrato di essere senza indirizzo e senza controllo.

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