Cavallino grigiorosso, per molti ma non per tutti…

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Le delusioni, soprattutto quelle cocenti, stentano ad essere metabolizzate, e a distanza di tre giorni dalla fine del calcio colorato di grigiorosso è ancora vivo il dispiacere per aver visto finire 84 anni di storia calcistica. Da ore mi pongo tante domande, quesiti che avanzano nella mente, tento di trovare spiegazioni plausibili.

Cerco di non ascoltare i commenti, stupidi, di chi dice: “meglio che sia finita così…”. Frase di tendenza, dietro la quale si trincera lo scarso senso di appartenenza di un’apatica comunità che molto spesso fa leva sull’indifferenza per nascondere l’ignoranza. Ci abbiamo provato a salvare l’US Angri 1927, ma siamo stati in pochi, ma ci abbiamo provato con tutte le energie.

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Ci abbiamo provato fino alle quattro e trenta del martedì mattina, mentre la città doriana dormiva, qualcuno si stava prodigando per salvare il cavallino grigiorosso. Abbiamo sfidato il sonno e rimandato i sogni di quella notte per tramutarli in realtà.

Non ci siamo riusciti! Ci siamo dovuti imbattere contro il disinteresse di un popolo che attende sempre che siano altri a fare quello che invece dovrebbe fare in prima persona.

Il popolo doriano è abile a delegare per poi ergersi a “professorino” trovando la soluzione quando ormai è troppo tardi. E’ una nostra peculiarità! Trovare responsabili del fallimento calcistico angrese sarebbe troppo facile, oppure troppo difficile, e poi servirebbe a ben poco. Delle riflessioni, però, meritano di essere fatte. Personalmente ho avviato la “colletta spontanea” quando mi sono accorto che le cordate, tanto proclamate, non avevano una briciola di concretezza.

E’ stato, il mio, un disperato tentativo necessario per tenere in vita il cavallino. In tre giorni sono stati messi insieme ventunomila euro. Somma utile per iscrivere la squadra, ma non sufficiente a rilevare il titolo dalle mani della famiglia Orlando che ne ha chiesto quarantamila, scesi a ventimila l’ultimo giorno utile.

I ventunomila euro prodotti dalla sottoscrizione che abbiamo lanciato rappresentano un ottimo traguardo ma spingono ad altre considerazioni. Il sottoscritto si è adoperato come semplice cittadino, come giornalista se preferite, e in soli tre giorni è stata raggiunta questa cifra.

Mi pongo un quesito: se si fossero mossi Sindaco, consiglieri, assessori comunali e provinciali si sarebbero raccolti migliaia di euro in più??? La risposta è scontata e nasconde anche la reale consistenza e motivazione che le istituzioni hanno avuto, realmente, per salvare l’US Angri 1927.

Il contributo personale garantito da alcuni è stato solo frutto di una contesa politica tra diverse anime che non perdono occasione per superarsi agli occhi della gente. In cuor mio sono certo che pochi hanno destinato il loro contributo esclusivamente per il bene dell’Angri.

Ada avvalorare i miei pensieri il fatto che, a distanza di tre giorni dalla scomparsa, nessun esponente politico ha riservato dichiarazioni, comunicati, parole o scritti su quella che per ottantaquattro anni è stata la compagine che ha rappresentato la città doriana in giro per l’Italia. Va bene così, in fondo il cavallino grigiorosso è stato per molti, ma non per tutti…  luigi d'antuono

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