PD: “votare SI ai quattro referendum del 12-13 giugno”

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Tra meno di un mese, esattamente domenica 12 e lunedì 13 giugno, saremo chiamati alle urne per decidere su 4 quesiti referendari. Possibile che fino ad oggi non ci sia stato nessun organo di informazione che abbia approfondito il tema, come se le questioni affrontate fossero di secondaria importanza.

Si tratta, invece, di abrogare ben due leggi sulla gestione e la redistribuzione delle risorse idriche, la legge che permette al governo di riprendere a costruire centrali nucleari nel nostro paese e quella che istituisce il cosiddetto “legittimo impedimento”. I quesiti proposti riguardano tutti noi cittadini!!! 1) referendum popolare n. 1 Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione;

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Bisogna scegliere se un bene primario come l’acqua dovrà continuare ad essere gestito da imprese private o essere considerato, come è giusto che sia, un bene pubblico, un bene dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile!!! l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti. b) referendum popolare n. 2 Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma;

Le pressioni ai diversi livelli (internazionale, nazionale e locale), finalizzate ad affermare la privatizzazione e l’affidamento al libero mercato della gestione della risorsa idrica, continuano imperterrite. Solo una proprietà pubblica e un governo pubblico e partecipato con le comunità locali potranno garantire la tutela della risorsa, il diritto e l’accesso all’acqua per tutti e la sua conservazione per le generazioni future. c) referendum popolare n. 3 Nuove centrali per la produzione di energia nucleare.

Abrogazione parziale di norme; bisogna decidere sul ricorso all’energia nucleare. Anche se è un fatto oggettivo che la produzione di energia dal nucleare ridurrebbe l'importazione di petrolio e di conseguenza la dipendenza dalle lobby petrolifere, d’altra parte, però, dovremmo pensare alle conseguenze di possibili incidenti, vedi “CHERNOBYL”, “FUKUSHIMA” e al problema non secondario dello smaltimento delle scorie radioattive.

Queste, infatti, non possono essere distrutte e l'unica soluzione, per il momento, è quella dello stoccaggio in contenitori che per migliaia di anni verrebbero sistemati in depositi, lasciando ai nostri figli un eredità scomoda e pericolosa!!! d) referendum popolare n. 4 Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale. “dulcis in fundo” il legittimo impedimento, che cosa significa?

In sostanza una giustificazione ad personam per il premier e per i ministri di poter evitare di presentarsi nelle aule giudiziarie e quindi di essere giudicati per un presunto reato, perché impegnati in affari istituzionali. Sarebbe, invece, opportuno cha anche loro, come tutti i cittadini, si sottoponessero al giudizio dei magistrati e dei giudici, perché nelle aule dei tribunali campeggia ancora la scritta: la legge è uguale per tutti!!! O non è più così…?

Ai referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno vota SI per dire NO. 1 – Vota SI per dire NO AL NUCLEARE. 2 – Vota SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA. ( DUE QUESITI) 3 – Vota SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO. È importante andare a votare per raggiungere il quorum, per non vedere andare sprecati altri soldi dei contribuenti!!!

Pensiamo ai tagli alla sanità pubblica, mentre si spendono 400 milioni di euro per votare i referendum solo perché non si è voluto accorpare il referendum alle amministrative. Fu il governo Berlusconi con l’allora ministro Maroni che nel 2009 propose che le elezioni amministrative fossero accorpate alle europee, per ridurre i costi della politica.

Oggi, malgrado si sia nel pieno della crisi economica, non si è usato lo stesso metro di giudizio, ma probabilmente perché questa scelta ha un suo fine, quello, cioè, di impedire che si raggiunga il quorum. All’amministrazione locale chiediamo che in vista del prossimo referendum, l’incarico agli scrutatori venga affidato tramite sorteggio.   Antonietta Giordano

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