Longobardi:”un bagno di umiltà per portare la città fuori dalle secche”

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Ci sono voluti novanta giorni per un Consiglio comunale che ha lasciato tutti scontenti. E a scendere in campo questa volta non sono solo i consiglieri di maggioranza che qualche mese fa firmarono un atto di protesta contro l'amministrazione comunale, ma anche i singoli consiglieri di opposizione.

«Non è possibile – spiega Gaetano Longobardi, consigliere comunale dell'opposizione, in area Pdl – che ogni volta che veniamo chiamati in Consiglio comunale per discutere di cose importanti per il nostro paese dobbiamo assistere a guerre dialettiche, minacce di querela e accuse e repliche fra il sindaco Pasquale Mauri e il suo avversario del Pdl, l’assessore provinciale Antonio Squillante. Siamo stanchi di questo modo di fare e siamo stanchi che invece di fare politica nella sede a ciò deputata, dobbiamo assistere per ore ai battibecchi fra due galli nello stesso pollaio. Ora basta. È giunto il momento che Mauri e Squillante, pur nei rispettivi ruoli a cui i cittadini di Angri li hanno destinati, capiscano che uno deve pensare a governare e l'altro deve esercitare il controllo tipico delle opposizioni ma rispettandosi vicendevolmente».

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Nella penultima seduta del civico consesso addirittura Squillante è arrivato con un vocabolario alla mano e il sindaco lo ha apostrofato duramente. Una situazione che ha lasciato tutti perplessi, specie perché era dal 2010 che l'assemblea cittadina non si riuniva nonostante le difficoltà economica in cui versano le casse comunali e nonostante i tanti problemi sul tappeto. «È proprio questo quello che non ci convince – continua Longobardi – Io sono un consigliere di opposizione, ma ritengo di essere stato votato per svolgere comunque un ruolo che di fatto mi viene impedito per la mania di protagonismo di due personaggi che di fatto bloccano qualsiasi attività interpretando la poltica quasi come un fatto personale. Facciano entrambi un passo indietro, un bagno di umiltà e probabilmente porteremo fuori la città dalle secche in cui si ritrova».

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