“Serve uno scatto d’orgoglio”

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Riceviamo e pubblichiamo –

Caro direttore, tutti i nodi arrivano al pettine ed era fatale che ci si arrivasse in così poco tempo. Pasquale Mauri vanta in solo nove mesi di Sindacato, un primato che francamente nessuno gli invidia, è stato l’unico primo cittadino che abbia meritato una censura bipartisan da parte di tutti: politici di opposizione e della stessa maggioranza, sindacalisti, operatori commerciali e artigianali, associazioni sportive e culturali, medici, parroci e semplici cittadini.

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Eclatante è lo scontro istituzionale tra gli operatori del commercio di via Amendola ed il Sindaco, che è stato per qualche giorno anche “strumentalmente” enfatizzato da una parte della maggioranza consiliare fino a determinarne un comunicato stampa di solidarietà per un’aggressione “vera o presunta” subita dal primo cittadino.

Mah! L’episodio potrebbe sembrare trascurabile, invece, è gravissimo per almeno tre ragioni. Prima ragione: i partiti di maggioranza si sono comportati in quest’occasione come una corporazione vera e propria, che si è sentita lesa nel suo potere esecutivo “corporativo” e per questo ha protestato in modo veemente contro i presunti nemici dell’amministrazione.

Seconda ragione: il Sindaco è andato alla ricerca di una solidarietà “umana e politica” che nessuno ha sentito il dovere di esprimergli. Nell’opinione pubblica è maturata la consapevolezza che questa esasperazione, sfociata comunque in una protesta civile e democratica da parte dei commercianti, è stata determinata sopratutto dal suo atteggiamento di chiusura di dialogo e di un clima di tensione che egli stesso ha creato nei confronti della sua amministrazione.

Terza ragione: alcuni membri della sua maggioranza in questo incredibile sopruso, dopo aver sottoscritto il documento di solidarietà nei confronti del Sindaco ne hanno preso le distanze con un nuovo documento.

Tanto che i consiglieri comunali Emilio Testa, Nordino Fiorelli, Alfonso Conte e Arturo Sorrentino hanno accusato il primo cittadino di arroganza politica, sottolineando che quella del Sindaco è una presa di posizione rigida e inutilmente conflittuale verso parte dei cittadini che osano contestare il suo modo di fare. I lettori mi perdoneranno se ritorno sull’argomento, ma si tratta d’una questione troppo importante perché passi inosservata, anche se so benissimo che ciò farà innervosire il Sindaco.

Pazienza: l’opinione pubblica ha così grandi ragioni di scontento nei confronti del primo cittadino che ha perduto il diritto di dire alcunché per il timore di una reazione violenta “dialetticamente parlando” o addirittura di poter essere censurati “giuridicamente”. Un altro triste primato raggiunto dal Sindaco!

Non è mio costume criticare solo per il gusto di farlo, ma di fronte al malessere che serpeggia nella pubblica opinione e le critiche espresse attraverso un “democratico” volantinaggio degli stessi commercianti, in un paese civile come la nostra Angri, era preciso dovere del Sindaco ascoltare queste voci e non arroccarsi invece su delle posizioni assurde perpetrando solo discredito nei confronti dei suoi concittadini. Una persona dotata di normale sensibilità o meglio di normale senso del pudore, si sarebbe inflitta un’auto punizione attraverso una pubblica confessione delle proprie colpe, impegnandosi per il futuro a non più ripeterle.

Capisco: diventa devastante per chiunque essere redarguiti da tanti cittadini, con frasi che non lasciano dubbi sul giudizio morale oltrechè politico. Perpetrare volutamente nell’errore, ostinandosi su un provvedimento come quello della ztl che è riuscito a scontentare tutti: residenti e non, commercianti ed artigiani, diffondendo altresì, nell’opinione pubblica la convinzione che ci sia anche della malafede nell’emanazione del provvedimento stesso.

Le perplessità maggiori, nascono però dal silenzio imbarazzante dei consiglieri comunali di maggioranza, pronti a giustificare e salvaguardare tutte le infelici uscite del primo cittadino, attraverso dei gelidi comunicati stampa, dimostrando un peso politico insignificante ed una autonomia di pensiero irrilevante paragonabile al due di spada quando la briscola è a bastoni. Ci vuole uno scatto d’orgoglio, Angri merita altro. Gaetano Mercurio

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