Abusi edilizi, sequestri e denunce

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Sarà un Natale triste per nove committenti di opere edili abusive ad Angri, denunciati dalla squadra di vigilanza urbanistica dei caschi bianchi insieme a tecnici ed imprese. Venticinque gli accertamenti compiuti nell'ultimo mese, che hanno fruttato nove sequestri.

La squadra di vigilanza urbanistica formata dall'agente Sandra Apicella e dal geometra Giuseppe Moscariello, coordinata dal capitano Tommaso Paolillo su disposizione del comandante dei vigili urbani Rosario Cascone, prosegue nel controllo del territorio con la denuncia di ben nove sequestri nonché la denuncia a piede libero di alcuni noti tecnici operanti sul territorio di Angri e relative imprese esecutrici.

É stato sequestrato un fabbricato per civile abitazione alla via Nazionale in difformità del permesso di costruire rilasciato attraverso la modifica dei prospetti, nel quale erano stati effettuati dei lavori per il cambio di destinazione d'uso al sottotetto. Nel mirino dei vigili è finita inoltre una serie di manufatti totalmente abusivi, realizzati per conto di un'attività artigianale ubicata in via Nazionale per una superficie complessiva di circa 155 metri quadri.

Sempre in periferia, posto sotto sequestro, un capannone di enormi dimensioni realizzato come ampliamento di un opificio già esistente nella zona industriale di via Taurano ed in uso come cartiera. Ancora, sigilli ad un fabbricato rurale in via Palmentello completamente difforme al permesso di costruire, con l'innalzamento dell'altezza, l'incremento della volumetria ed il mancato rispetto di alcune prescrizioni del permesso di costruire.

Anche in via Badia erano stati realizzati diversi manufatti abusivi adibiti a stalle e ricovero animali di circa mq 80,00, mentre in via Nazionale era sorta una tettoia abusiva in ampliamento ad un capannone per attività di carrozzeria. Ed alla via Orta Corcia erano stati realizzati due consistenti fabbricati uno di circa mq 110 con terrazzo di mq 29, l'altro di circa mq 56.

E tra i denunciati, otto persone per il cambio di destinazione di un fondo agricolo sito in via Stabia, nelle piene prossimità del centro storico, dal quale era stata ricavata una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto di materiali di risulta edile di varia natura.   francesco rossi

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