Canoni idrici, si attende la soluzione definitiva della Giunta

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Conclusa la campagna in favore del referendum sull'acqua pubblica e nella cittadina doriana c’è grande soddisfazione da parte dei comitati promotori per aver raccolto oltre settecento firme. Un risultato soddisfacente per la quantità. Ma soprattutto significativo per il coinvolgimento di liberi cittadini, ritrovatisi a discutere, a informarsi e a confrontarsi su un tema del quale in città si è saputo e si sa ancora poco.

Vincere il referendum significherà aprire nuovamente la strada alla gestione pubblica dell'acqua, anche in realtà come quella angrese, laddove il privato (la Gori spa) è già gestore. Servirà un'ulteriore partecipazione della cittadinanza; servirà avere la collaborazione dell'amministrazione comunale per modificare lo statuto comunale, dichiarando l'acqua bene privo di interesse economico, e poi, in accordo con le altre realtà dell'Ato, per estromettere il privato e gestire nuovamente il servizio idrico integrato.

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Intanto, in città si segue con attenzione la vicenda legata al pagamento dei canoni idrici relativi agli anni 2000-2004, la giunta mauri qualche mese fa, ha inteso sospendere il pagamento delle bollette per arrestare la pioggia di ricorsi già presentati dagli utenti. Molti cittadini angresi hanno prevalso sull’Ente doriano negli anni passati con sentenze dei giudici di pace che hanno condannato il Comune anche al pagamento delle spese legali crando un forte ammanco alle casse comunali. Subito dopo l’estate il governo Mauri sarà chiamato a prendere una decisione definitiva, in ballo ci sono oltre cinque milioni di euro.

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