US Angri, Varone è l’ultima speranza

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Il caldo comincia a soffocare i sogni dei tifosi grigriossi e quelli del patron Nicola Varone che sta tentando l’impresa di tenere in vita il calcio ad Angri conducendo una battaglia in piena solitudine senza l’apporto di nessuno se non del tecnico Enzo Criscuolo. Il tandem sta provando a dare linfa vitale al cavallino rampante ma le istituzioni, gli imprenditori e parte della tifoseria restano sorsi agli appelli del massimo dirigente.

Le scale, i corridoi del comuna li ha imparati a memoria così come quella amarezza che spesso sta accompgnando i viaggi di ritorno da “Palazzo di Città”. Il Primo cittadino, invitato dall’associazione giornalisti, nemmeno ha preso in considerazione l’invito a confrontarsi pubblicamente con la città e la stampa locale per fornire spiegazioni.

Alla sede comunale sembra mancare la necessaria determinazione e forse la volontà di sposare la causa grigiorossa, i timidi apporcci con qualche imprenditore non hanno sortito effetti e pure la storia recente del calcio angrese ha sempre visto i Primi cittadini che si sono alternati al fianco della squadra di calcio. Umberto Postiglione, insieme ad un gruppo di tifosi si fece promotore di una raccolta di fondi, stesso discorso per il successore Giuseppe La Mura che partecipò attivamente, anche con denaro proprio, all’allestimento della squadra che ottenne lo storico primo posto. Gianpaolo Mazzola per due anni è stato il principale finanziatore dell’US Angri 1927 mettendo in giro soldi del suo gruppo imprenditoriale.

L’Angri è sull’orlo del baratro, il nove luglio, e non il tredici come inizialmente comunicato, i grigiorossi potrebbero essere cancellati dalla mappa del calcio. “Non so più a chi santo votarmi – dichiara Varone – ho contatto una marea di persone perché non voglio che l’Angri sparisca, ho detto al Sindaco che sono pronto a farmi carico delle spese d’iscrizione, diciotto mila euro, chiedendogli di adoperarsi per trovare la fidejussione da presentare. Da parte mia c’è tutto l’interesse a continuare questa avventura, ma da solo non posso andare avanti”.

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