Avanteatro, strappa applausi il “Baciamano”. Domenica sera “Nu cielo Piccerillo” di Palomba

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Ha avuto grande successo la rappresentazione teatrale de “Il Baciamano” di Manlio Santanelli per la regia dell’ angrese Antonio Grimaldi e con la partecipazione di Annarita Vitolo e Vincenzo Albano. Applausi e tutto esaurito all’interno delle ex Officine Raiola di via Enrico Fermi ad Angri, dove si sta svolgendo la V edizione di Avanteatro.

Il Baciamano racconta la storia di un uomo e una donna: l'uomo il Giacobino, rappresenta la politica, forbito nel parlare e le sue parole diventano quasi poesia per chi le ascolta. Si ritrova legato e incappucciato in un luogo freddo ornato solo da lamiere di ferro. Ad attenderlo c'è la Janara, giovane popolana avvizzita prima del tempo.

In lei è celato un segreto-desiderio che solo le sue vittime conosceranno. Il successo della rappresentazione è stato anche per me una grande soddisfazione. Regia ed interpretazione magnifica. Sicuramente una grande soddisfazione per l’ attore angrese Antonio Grimaldi, non nuovo ad esperienze di regia teatrale.

Minima la scena fino a renderla quasi fredda, essenziale: un tavolo, uno sgabello, una cornice, una bacinella, un coltello. Quasi spogliata da riferimenti temporali e da elementi decorativi. Quasi a volersi concentrare solo sulla trama.

Domenica sera alle 21.00 NU CIELO PICCERILLO è il titolo del nuovo libro di poesie di Salvatore Palomba. Un libro che, come dice l’autore, è «’nu fatto», è il racconto di una vita. Il Maestro parla delle sue emozioni, della sua percezione del Mistero, del suo sentirsi tutt’uno con il creato, e lo fa attraverso la poesia e le sue canzoni più famose.

Le ragioni che ci hanno spinto a creare questo recital, tratto dal libro, sono molteplici, ma quella che emerge è  la volontà di andare incontro alle nuove generazioni, fare, come ci ha suggerito Palomba, attività di apostolato, e per questa stessa ragione egli ha deciso di accompagnare questo momento, presentando e introducendo lo spettatore verso la sua poesia, attraverso i suoi ricordi, aneddoti, accompagnandolo
per mano a fermarsi vicino «’o mare» ad ascoltare «’e strille» di una città che è «rosa, preta ’e stella». Una città che sembra diventare sempre più afona, ma che non si rassegna a tale destino, che ancora crede che «ll’ammore è ’o cuntrario d’’a morte», che «nun è acqua ’o sango d’nt’e vvene ».

Una Napoli doceamara, che come scrive il Mastro: «Si Dio t’ha dato ’o mare forse te può salvà». Salvatore Palomba è considerato l’ultimo grande poeta di Napoli, ecco perché diventa importante creare occasioni
d’incontro tra lui e i giovani, proprio per dare la possibilità a questi ultimi di avvicinarsi ad un’arte pura e universale.
ANNAMARIA ACKERMANN – MIMMO ANGRISANO – ANTONIO SATURNO

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