Non è un segreto per nessuno che anni fa “Ciccio o’ pazzo” aveva un sogno: portare il mare ad Angri. Sogno che lui aveva illustrato in una celebre intervista e che era un punto di forza del suo programma elettorale come candidato a sindaco. Si sa, sognare non costa nulla, se non che il più delle volte ci si risveglia con la necessità di rimettere i piedi per terra.
È quello che è successo ai residenti di via delle Fontane quando hanno scoperto l’amara verità. Da alcuni mesi la citata strada, è oggetto di lavori che ne limitano la fruibilità, arrecando disagi agli abitanti del posto e non da meno a chi la percorre per svariati motivi. Almeno tre ditte diverse si sono succedute e continuano a passarsi il testimone, giorno dopo giorno.
Quando la ditta “x” sembrava aver terminato il suo intervento, chiudendo con asfalto la “ferita “ inferta al manto stradale, il mattino dopo la ditta “y” arriva e riapre tutto il ragionamento, per poi a fine giornata “suturare” lasciando una evidente cicatrice. Chi assiste pensa che sia tutto finito, invece la ditta “z”, che intanto ha ricevuto in subappalto l’incarico di continuare il lavoro, a suon di martellate pneumatiche, riprende da dove le altre ditte si sono fermate. Lecito è stato pensare che, a fronte di tanti interventi, tanti “attori” coinvolti, tanto tempo impiegato, si stesse procedendo in gran segreto a realizzare un sogno mai espresso: la metropolitana ad Angri! Purtroppo no.
Le notizie diffuse dagli uffici comunali, dopo adeguata sollecitazione, hanno rivelato che si trattava e si tratterà semplicemente di lavori ordinari già previsti e finanziati da enti superiori, ma niente metropolitana. Ho giocato un poco con i fatti e le parole perché anche io ho un sogno, in realtà più di uno, ma questo di cui vado a parlarvi ha un peso ed un valore che travalica le peripezie notturne tra le lenzuola. Qualche giorno fa il neo assessore alla cultura (titolare anche di altre deleghe) del nostro comune, ha inviato le associazioni del territorio ad un incontro conoscitivo in cui presentare idee e progetti di eventi da poter realizzare a breve. La parola d’ordine è stata “niente di ovvio “.
Praticamente un invito a nozze. All’incontro mi ero recato in compagnia della vice presidente dell’associazione di cui sono presidente, ed è stata lei che mi ha sollecitato ad intervenire nella discussione. Ho quindi aperto il mio “cassetto dei sogni” ed ho tirato fuori un progetto che coccolo da molti anni: trasformare palazzo Doria in un laboratorio per le associazioni, con locali (e ce ne sono tanti) da poter sfruttare come sede per riunioni o qualsiasi altro motivo di incontro tra soci e simpatizzanti.
Ovviamente i locali più importanti come la pinacoteca e il salone degli affreschi potranno essere utilizzati per ben altri usi e costumi. Ma il fiore all’occhiello, quello che potrebbe veramente cambiare il volto di Palazzo Doria e di Angri in generale, nell’immaginario collettivo non solo degli angresi, è utilizzare il sottotetto del palazzo come ostello della gioventù. Io già vedo frotte di giovani “vivere” il palazzo nel palazzo, con dormitori e mensa comune; navetta a disposizione per Pompei, Napoli, la Costiera Amalfitana e quella Cilentana.
Workshop sulle nostre tradizioni culturali, religiose e culinarie; cineforum, convegni e quant’altro utile a rendere unico il soggiorno di ragazzi provenienti da tutta Italia e dal mondo. A me sembra evidente anche una ricaduta economica di buon livello. Ma quello che ai nostri occhi può apparire un sogno, agli occhi di tutti gli altri può sembrare un incubo.
E così è stato. Gli sguardi di “compartimento” dei presenti nella Casa del Cittadino, mi hanno fatto sentire il “Ciccio o’ pazzo” della situazione; mi consola il fatto che non mi hanno ancora intervistato, ma non è detto che non succeda a breve. Nel frattempo continuerò ad aprire e chiudere il mio cassetto, non fosse altro per sentirmi vivo e sognatore fischiettando il sempre attuale ritornello della canzone di Peppino di Capri.

