Quello che sarebbe diventato “il mio maresciallo” mi aspettava sulle scale della palazzina, il Quartier Generale Italiano presso la base NATO di Bagnoli. Era la mattina del 2 aprile 1989, appena trasferito da Verona, mi presentavo nella mia nuova destinazione, come un bambino della prima elementare varca la soglia della sua nuova scuola.
Lui già maresciallo con tante strisce io sergente maggiore appena promosso, mi prese sottobraccio e mi “ostentò” orgogliosamente nei vari uffici presentandomi come suo amico e compaesano: non ci eravamo mai visti prima. Lui era così, goliardico, amichevole, gentile e premuroso; non mancavo mai di passare a salutarlo in ufficio durante tutti gli anni che poi lo hanno portato al pensionamento.
E non ci siamo persi di vista successivamente, perché le strade di Angri sono state il suo personale “velodromo” per tanti anni, lui e la sua bicicletta li incontravo ovunque. “Mariscià” mi apostrofava sempre, e non sapevi dove cominciasse il suo sorriso: se dagli occhi, dai capelli fluenti o da quei baffi curatissimi, che non riuscivano a nascondere le labbra dischiuse.
È stato il mio “Virgilio” nei gironi danteschi della base NATO di Bagnoli, è stato il mio “amico più grande” lungo le strade del nostro paese. Non ci saranno vie che potranno separare la nostra amicizia, se tutto nasce dal cuore, tutto riconduce al cuore, ed il tuo cuore è stato tanto grande da ospitarmi sempre.
Affettuosamente tuo amico, Carmine Lanzieri Battaglia
1°Lgt A.M. in quiescenza.

