Posso già immaginare quello che potranno obiettare i fedeli lettori di questa rubrica: “Ma questo sta a fare le pulci a tutti e a tutto!”. Vi posso garantire che non è così, almeno non stavolta. Confesso che la tentazione di stare a contare i “peli nell’uovo” è forte, forse a volte anche legittima, ma non mi appartiene; io cerco sempre di essere come una guida per extraterrestri capitati qui per caso. Di conseguenza provo ad essere obiettivo, attento ed accurato quando tento di condividere i miei pensieri. Fatta questa doverosa premessa, vengo all’argomento di oggi: la nuova amministrazione e l’assessorato alla cultura.
Finalmente ha visto la luce il cartellone degli eventi estivi presentato nei giorni scorsi alla cittadinanza. Non vi era dubbio che, siccome non si poteva certo accontentare tutti, qualcuno doveva pur restarci male. Ma le capacità di un amministratore vengono fuori proprio quando bisogna fare delle scelte (spesso obbligate) e queste “scontentano” il minor numero possibile di cittadini, enti o sodalizi di varia natura che operano sul territorio. Diciamo che stavolta, tenendo ben presente lo scarso tempo a disposizione, le scarse risorse, le scarse idee veramente nuove presentate, il lavoro è stato fatto al meglio delle possibilità.
Mi verrebbe proprio da dire, rivolgendomi all’assessore alla cultura, ed utilizzando un’espressione a me tanto cara: “Che uomo!”. Ma nel nostro caso ci troviamo di fronte ad una donna che è responsabile del settore in questione! A qualcuno potrebbe sembrare un “non complimento”, qualcun altro potrebbe tacciarmi di misoginia, fatto sta che per quanto riguarda la mia dialettica, apostrofare una persona con l’appellativo “che uomo”, ha un valore immenso che travalica il genere di appartenenza, sia esso esplicito o gelosamente tenuto riservato. Questo mio modo di dire nasce anni fa dalla frequentazione con un commerciante che mi onorava della sua amicizia sincera e spassionata; io lo uso (con pochissime persone) indistintamente e trasversalmente per cantarne le lodi e garantire il sostegno alle loro idee ed azioni. Non me ne voglia quindi la Serafina Fusco, detta Gina, promettente assessore alla cultura, il suo modo di fare sta dando frutti. Lei, che della cultura ha fatto una passione, sta dimostrando che utilizzando gli strumenti a disposizione e “sfruttando” le chiavi e le conoscenze, si possono raggiungere obiettivi altrimenti impensabili.
Ovviamente i conti andranno fatti a “valle” del periodo estivo, perché solo dopo aver partecipato agli eventi, si potranno sollevare critiche o proporre suggerimenti. E ancor di più, bisognerà attendere altri periodi solitamente idonei ad eventi di taglio culturale e non solo, come ad esempio il mese di dicembre, storicamente dedicato a festeggiamenti di varia natura. Poi, con numeri alla mano, e cognizione di causa, si potrà magari dire che Serafina Fusco, detta Gina, donna delle istituzioni e fine promotrice culturale, è “l’uomo giusto al posto giusto!”.

