Incendiata la “capanna del Cerreto”

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“Chi va in montagna con i soli muscoli si ritrarrà da essa dopo pochi anni, chi va in montagna con il cervello e col cuore saprà trovarvi valori tutta la vita” con questa frase Alfredo chiuse un video che immortalava una delle tante feste che si sono consumate nel capanno del Cerreto. Poi una mano vandalica ha voluto distruggere quella “reggia” che l’amico di tutti, O Cialan aveva costruito con anni di sacrifici lassù a 1316 metri.

Era diventata il simbolo del Cerreto, capace di accogliere tutti proteggendoli dal caldo torrido dell’estate o dal freddo intenso dell’inverno.

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Pastori, cercatori di funghi, amici della montagna, tutti hanno utilizzato e sfruttato quella semplice struttura di legno che solida come una roccia ha sfidato intemperie di ogni genere ed è stata nel tempo capace di proteggere quanti si sono avventurati su una delle più alte cime dei monti Lattari.

Poi una mano ignota ha voluto porre fine all’esistenza di un bene comune, un fiammifero e via tutto, spazzato via in pochissimo tempo, annullando in un niente anni di lavoro che pazientemente e senza alcun scopo personale O Cialan aveva costruito palo dopo palo.

A nulla è valso l’intervento di Eduardo che avvicinandosi al Cerreto sabato scorso ha visto da lontano il fumo nero che si ergeva dal capanno. Eduardo ha tentato anche di spegnere il fuoco sfruttando l’acqua piovana raccolta nel bidone, tutto inutile: il “capolavoro” di ignoti vandali aveva avuto successo pieno.

A misfatto compiuto ora ci si chiede il perché una mano ignota possa essersi accanita contro una struttura, ben sposatasi con l’ambiente circostante, dopo circa dieci anni di esistenza. Ora il Cerreto non sarà più lo stesso, mancherà certamente a tutti l’accogliente rifugio anche a colui o coloro che ne hanno decretato e causato la distruzione. O Cialan è deluso così come quanti altri amano la montagna, forse non ci sono più le energie di una volta per ricostruire il Capanno del Cerreto. Vincenzo Vaccaro

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