Giudice di pace su bollette Gori: “non vanno pagate”

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Un giudice di pace dà ragione ad un cittadino angrese, che impugna le bollette della Gori: non deve pagarle. E chiama in causa anche il Comune, che con l'assessore Sorrentino ribadisce: "Vogliamo uscire dalla Gori e lo abbiamo deliberato, ora tocca ad altri Comuni seguirci".

La sentenza è del giudice di pace di Nocera Inferiore, Anna Paola Lamberti, per la causa 522/11 del Ruolo Generale Affari Contenziosi, intentata da Antonio D'Ambrosio (difeso dall'avvocato Eliodoro Alfano) contro la Gori Spa, l'Ente d'Ambito Sarnese-Vesuviano ed il Comune di Angri. Secondo D'Ambrosio, c'è "carenza di legittimazione attiva nel Gori nel richiedere le somme delle fatture da lui ricevute, per mancanza di un qualsiasi contratto tra le parti, o tra il sottoscritto ed il Comune di Angri eventualmente ceduto alla Gori, ed in ogni caso per la mancanza del contatore".

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Pertanto, riteneva "non dovute le somme richieste in carenza di potere e titolo, e chiedeva il risarcimento dei danni a causa della sua illegittima pretesa".

Il Comune di Angri si costituiva "eccependo l'inammissibilità della domanda nei suoi confronti". Il giudice di pace ha rigettato l'eccezione del Comune, chiamandolo in causa perché "la convenzione sottoscritta con la Gori prevede che il primo doveva consegnare al gestore Gori i contratti in essere al momento del trasferimento", quindi "era necessario accertare se il Comune avesse consegnato all'Ente d'Ambito, che lo doveva poi trasferire alla Gori, il contratto stipulato con l'attore".

Il giudice ha sottolineato come "la Gori non solo non ha prodotto il contratto stipulato ex novo con l'attore, ma nemmeno potrebbe invocare il contratto di somministrazione eventualmente ceduto dal Comune di Angri, in assenza di una valida cessione".

Ha dichiarato "non dovute le somme richieste dalla Gori Spa" condannandola al pagamento delle spese processuali per 523 euro. Giacomo Sorrentino, assessore comunale alle finanze, puntualizza: "Già in estate con una delibera di Giunta abbiamo manifestato l'intenzione di uscire dalla Gori, se altri Comuni ci seguiranno intendiamo costituire un Ente d'Ambito territoriale per un ritorno alla gestione pubblica dell'acqua".   Francesco Rossi

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