Caso Soget, troppi lati oscuri anche l’Unione Europea vuole chiarimenti

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Dopo la Procura della Repubblica, il Tribunale amministrativo, le commissioni tributarie, anche l’Unione Europea e l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici sono chiamate ad esprimersi sull’affidamento del servizio di recupero evasione dei tributi locali del comune di Angri alla Soget spa. La vicenda è quindi approdata anche alla commissione europea, che, attraverso l’ufficio EU Pilot, ha aperto il caso 3452/12/MARKT, richiedendo chiarimenti al governo italiano.

La presidenza del consiglio dei ministri, dipartimento per le politiche europee, ha fornito chiarimenti circa l’inquadramento dell’articolo 10 della legge 448/2001, invocata dall’amministrazione Mauri e alla base dell’affidamento delle attività alla società di Pescara. Nella nota si legge: «La norma non attribuisce agli enti locali la facoltà di disporre la proroga o il rinnovo delle concessioni, ma si limita più semplicemente ad autorizzare l'estensione delle attività oggetto della concessione in corso».

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Ed ancora: «L’articolo 10 comma 2 della legge 448/2001 è una disposizione di carattere transitoria finalizzata a garantire l’equilibrio economico finanziario del rapporto in corso».

Il capo del dipartimento per le politiche europee ha anche trasmesso all’Unione Europea i chiarimenti e gli atti prodotti in merito dal comune di Angri. Il sindaco in ordine a tale procedimento si mostra fiducioso, e dichiara: «È stato inviato un esposto anche alla commissione europea, dicendo che ad Angri c’era stato un affidamento diretto per la riscossione dei tributi, omettendo di dire la verità. Ebbene la commissione europea ha chiesto chiarimenti al governo italiano. La presidenza del consiglio dei ministri ha scritto al comune di Angri, ed ha reperito tutte le notizie e gli atti che ci hanno portati ad adottare questo provvedimento, e sulla base delle documentazioni il capo di dipartimento ha scritto alla commissione europea, dicendo che il comune di Angri ha rinegoziato il contratto posto in essere dal commissario prefettizio».  Maria Paola Iovino (fonte: LaCittà)

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