Acqua, in arrivo le bollette degli anni passati

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Canoni idrici: l’amministrazione Mauri ci riprova. Notificate migliaia di raccomandate a famiglie ed a titolari di esercizi commerciali. Sullo sfondo milioni di euro riportati in bilancio come potenziali entrate. Residui attivi che consentono il mantenimento in ordine dei conti pubblici, seppur in maniera esclusivamente formale. 

La determina di impegno della spesa per l’invio della posta è stata emanata dall’ufficio programmazione e risorse retto da Costantino Sessa. Gli anni di riferimento per i quali Palazzo di Cittá ha chiesto il pagamento dei consumi idrici sono il 2002, il 2003 ed il 2004 sino al subentro della Gori spa. Il denaro richiesto, però, potrebbe risultare essere inesigibile.

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Secondo quanto previsto dall’attuale normativa, infatti, i crediti relativi alla somministrazione idrica se continuativa nel tempo si prescrivono in cinque anni. Vige cioè il principio della prescrizione breve, se il termine delle fatture inviate non è stato precedentemente interrotto da un’altra raccomandata. In questo caso, quindi, essendo trascorsi dai sette ai nove anni le somme richieste risultano essere giá prescritte, pertanto inesigibili. Inoltre, a pesare anche il criterio adottato per la fatturazione.

Il calcolo delle somme riportate nel corpo delle bollette è avvenuto in maniera forfettaria mancando la lettura dei contatori. Gli importi addebitati sarebbero cioè sganciati dall’effettivo consumo idrico. Sebbene i cittadini siano tenuti al pagamento del consumo minimo è anche obbligo del Comune dimostrare attraverso una prova scritta e documentata l’esistenza oggettiva del consumo stesso.

L’assenza della lettura, mancando i contatori, inficerebbe un aspetto sostanziale, cioè la prova che il consumo sia realmente avvenuto. All’orizzonte, quindi, si potrebbe profilare un nuovo contenzioso tra cittadini e pubblica amministrazione. Pippo Della Corte

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